Corigliano d'Otranto: Sud Est Indipendente
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Sud Est Indipendente, la musica riscalda l’estate salentina

Sud Est Indipendente
Evento
Sud Est Indipendente
Località
Corigliano d'Otranto (LE) - Castello Volante
Data/periodo
dal 18 Lug al 22 Ago 2020
Ingresso
a pagamento

L’estate salentina fa rima con Sud Est Indipendente, il festival targato CoolClub che porterà nel Tacco d’Italia nomi di spicco della musica italiana e internazionale.

Dal 18 luglio al 22 agosto nel Castello Volante di Corigliano d’Otranto prende il via la quattordicesima edizione del SEI festival, ideato, prodotto e promosso da Coolclub, con la direzione artistica di Cesare Liaci.

Il Festival partirà a luglio con Inude (sabato 18), Les contes d’Alfonsina (domenica 19) e Giardini di Mirò (giovedì 30) e proseguirà ad agosto con Beatrice Antolini (giovedì 6), Dente (martedì 11), Napoli Segreta (domenica 16), Giovanni Truppi (martedì 18), Erica Mou (giovedì 20), Lucio Corsi (venerdì 21) e Julielle e lefrasiincompiutediElena (sabato 22). Domenica 9 agosto a Castro, in collaborazione con “Approdi Sonori“, un evento speciale con “Pandemonium. Narrazioni, piano, voce e strumenti pandemoniali” di Vinicio Capossela.

Scopri di più su: Vinicio Capossela con “Pandemonium” a Castro Marina

Sud Est Indipendente, qual è il programma del 2020

Si parte sabato 18 luglio (ore 22:30 – ingresso 10 euro + dp) al Castello Volante di Corigliano d’Otranto con l’elettronica calda dalle tonalità soul e romantiche dei salentini Inude. Il trio salentino – Giacomo Greco (programming, voce, chitarra, synth), Flavio Paglialunga (voce, percussioni, piano, synth) e Francesco Bove(dubmaster & more) – si è affermato negli ultimi anni tra le realtà indie più interessanti del panorama italiano. Nel 2016 l’EP di debutto “Love Is in the Eyes of the Animals” colleziona oltre mezzo milione di streaming, importanti critiche e recensioni e porta la band in tour in Italia e in Europa con oltre 80 date. Negli anni successivi gli Inude sono tornati in scena con i nuovi singoli “By The Ocean”, “Sleep”, “So Easy”, “Shadow of a Gun” poi confluiti nell’album “Clara Tesla” del 2019. La band aprirà il Sei Festival con il nuovo live set: un viaggio lento ma intenso, da fare quasi in apnea tra arrangiamenti elettronici, melodie pop e uno sfondo nu-soul. Dalle 19 aperitivo sulla terrazza grande del Castello che alle 20:30 ospiterà anche la presentazione ufficiale del Festival (in diretta streaming). Prima e dopo il concerto degli Inude selezioni a cura del dj On Off Man.

Domenica 19 luglio (ore 22 – ingresso 10 euro + dp) presentazione ufficiale di “Chapitre I” disco d’esordio del quartetto italo-francese di ispirazione manouche Les contes d’Alfonsina, in uscita per l’etichetta Dodicilune. Il progetto raccoglie le eredità musicali dei quattro musicisti – la cantante Sofia Romano, il clarinettista Hugo Proy, il violinista Frédéric Gairard e il chitarrista Marco Papadia – alla ricerca di un’identità ibrida tra gipsy jazz e canzone francese, esotismi mediterranei e modernità. Il percorso di vera e propria riappropriazione del repertorio si concretizza in uno stile personale, in atmosfere emotivamente tese e in scelte armoniche e ritmiche a volte insolite rispetto alla pura tradizione manouche.  Il biglietto include la degustazione di tre vini (Bianca dei Censi, Girofle o Rosso dei Censi) dell’azienda Garofano, partner del festival. Dalle 19:30, in attesa del concerto, l’AperiLea, un appuntamento rainbow settimanale in collaborazione con LeA – Liberamente e Apertamente con il dj set di Manu Funk.

Venerdì 30 luglio (ore 20:30 – ingresso 20 euro + dp), in collaborazione con la Festa di Cinema del Reale, i Giardini di Mirò proporranno la sonorizzazione dal vivo del film muto “Il Fuoco – The fire“, scritto e diretto nel 1915 da Giovanni Pastrone sotto lo pseudonimo di Piero Fosco. La colonna sonora del film, restaurato nel 2009 dal Museo Nazionale del Cinema di Torino, è poi diventata un album della storica band emiliana uscito nel 2010. Con oltre vent’anni di carriera e più di mille concerti in Italia e all’estero, i Giardini di Mirò sono uno dei nomi storici e più rappresentativi della scena indipendente italiana sin dai primi anni duemila. Il loro suono è un mix di psichedelia, post rock, elettronica, shoegaze, noise. Nel corso degli anni i Giardini di Mirò hanno collaborato con i più svariati artisti, da Apparat ai Piano Magic, dai Sophia a Sara Low, e poi Hood, Isan, Paul Anderson e molti altri.

Giovedì 6 agosto (ore 22 – ingresso 10 euro + dp) torna nel Salento Beatrice Antolini che presenterà, tra gli altri, i brani del suo ultimo album “L’AB” (La Tempesta Dischi), prodotto, arrangiato e suonato (chitarra, basso, batteria, percussioni, synth, piano e programmazioni elettroniche) interamente dalla polistrumentista, compositrice e cantante marchigiana. Dopo l’esordio nel 2006 con “Big Saloon” nel corso degli anni ha pubblicato “A due” (2008), “Bioy” (2010), “Vivid” (2013) e “Beatitudine” (2014), collaborando con importanti artisti italiani e stranieri, esibendosi in club e festival e affermandosi, oltre che come autrice, musicista e interprete (migliore artista solista indipendente italiana del Pimi 2009), anche come produttrice artistica e arrangiatrice. Dopo l’esperienza in due tour con Vasco Rossi, nel 2020 è stata la direttrice d’orchestra al Festival di Sanremo per “Me ne frego” di Achille Lauro. L’AB è un disco in cui si fondono spirito e scienza, sperimentazione e sacralità. L’AB è un concept album che parla dell’attuale periodo storico nel quale tutti viviamo.

EVENTO SPECIALE – Domenica 9 agosto (ore 22 – ingresso 20 euro + dp) sul Molo di Castro, in collaborazione con la rassegna comunale “Approdi Sonori”, Vinicio Capossela proporrà “Pandemonium. Narrazioni, piano, voce e strumenti pandemoniali“. Un concerto narrativo con canzoni messe a nudo, scelte liberamente in un repertorio che questo anno compie trent’anni dalla data di pubblicazione del primo disco “All’una e trentacinque circa” (1990). Da Pan, tutto, e demonio, dunque tutto demonio, in opposizione a pan theos, tutto Dio. Dunque un concertato per tutti i demoni, accompagnato da un insieme di strumenti musicali che insieme evocano il Pandemonium, mitico strumento gigantesco, del tipo dell’organo da fiera, completamente costruito in metallo, pare dai sudditi del re Laurino, nel regno sotterraneo abitato da esseri di piccola statura in grande confidenza con l’estrazione mineraria. Questa origine ctonia conferirebbe un tono grave allo strumento, che tiene a bassa quota lo spirito relegando ritmi e armonie a una dimensione infera, primitiva, che non riesce a elevarsi al cielo, ma sembra sprofondare nella terra, a tiro del fuoco perenne, in un rimestamento che è lavorio della memoria continuamente sollecitata al fuoco bianco. Pandemonium è anche il nome della rubrica quotidiana tenuta da Capossela durante il periodo di isolamento quarantenale, sorta di almanacco del giorno, che metteva a nudo le canzoni e le storie che ci stavano dietro con le storie di una attualità apparentemente immobile, ma in continuo cambiamento.

Martedì 11 agosto (ore 22 – ingresso 15 euro + dp) appuntamento con Dente per un concerto intimo e raccolto che metterà in luce la parte più essenziale dei brani del cantautore emiliano. In questo tour, infatti, le canzoni del suo ultimo omonimo album (uscito a febbraio per INRI/Artist First) e quelle del suo vasto repertorio saranno riarrangiate in chiave acustica. Dente è uno dei più apprezzati cantautori italiani, un musicista che negli anni ha conquistato un pubblico sempre più numeroso e affezionato riuscendo a imporre il suo personalissimo linguaggio pop dai tratti essenziali e ricercati. Sette album in studio, un Ep digitale e un libro alle spalle, Dente ha collaborato con numerosissimi artisti del panorama italiano come Perturbazione, Arisa, Marco Mengoni, Le Luci della centrale Elettrica, Manuel Agnelli, Coez, Brunori Sas, Enrico Ruggeri e Selton per citarne solo alcuni.

Domenica 16 agosto (ore 22 – ingresso 10 euro + dp) appuntamento con “Napoli Segreta“, un viaggio sonoro attraverso mille Napoli diverse, condotto da Famiglia Discocristiana e DNApoli. Napoli Segreta è parte di qualcosa di più grande che accade oggi a Napoli. Uno spirito diverso che mette insieme musica, letteratura e immagine in un’estetica nuova, fuori dai soliti cliché sulla città. Un lavoro raccolto nell’omonima compilation pubblicata da NG Records che raccoglie perle nascoste della discografia napoletana funk e disco e che approda live al Castello Volante. Un’azione di riscoperta sembrata anacronistica molti anni fa, ma poi divenuta leggenda e proseguita negli ultimi anni insieme ai Nu Guinea. Un virus che è cresciuto di ascolto in ascolto fino a contagiare il pianeta Terra. Anni ’70 inalati, anni ‘80 bucati, anni ’90 mangiati e un Nuovo Millennio tutto da ballare per chiunque abbia chiaro il concetto: «virale» non coincide necessariamente con «mainstream»- Napoli Segreta è il dj set che non abbiamo ancora ascoltato. Un movimento culturale distribuito, diffuso, frammentato ma unitario che si muove tra avanguardia e retroguardia.

In viaggio su un camper con il suo pianoforte smontabile, martedì 18 agosto (ore 22 – ingresso 15 euro + dpGiovanni Truppi arriverà nel fossato del Castello Volante. La sua estate sulla “lunga strada di sabbia”, di memoria pasoliniana, diventerà un reportage d’autore per il mensile Linus perché quando si cerca di assomigliare alle parole che si scrivono, ogni canzone diventa una presa di posizione civile e poetica. Il suo ultimo lavoro è 5 (2020), un Ep di cinque tracce che raccoglie collaborazioni con Calcutta pagina di, Veronica Lucchesi de la Rappresentante di Lista, Niccolò Fabi e Brunori Sas accompagnato da un libro di storie a fumetti edito da Coconino Press e disegnato da Fulvio Risuleo e Antonio Pronostico, Pietro Scarnera, Cristina Portolano, Mara Cerri e Zuzu.

Giovedì 20 agosto (ore 22 – ingresso 10 euro + dp) la cantautrice pugliese Erica Mou con “Nel mare c’è la sete”, il nuovo spettacolo ispirato al suo romanzo d’esordio (Fandango Libri). Musica e letture si fondono sul palco come in un’unica lunga canzone, per raccontare una storia che riesce a diventare anche nostra. La cantautrice pugliese propone, imbracciando la chitarra e con l’utilizzo di loops ed elettronica dal vivo, le canzoni del suo repertorio insieme ad alcune rivisitazioni di classici della musica italiana, che fanno da colonna sonora alle letture tratte dal romanzo. La Mou ci racconta il coraggio di sentire, di scegliere, di rompere gli schemi alla ricerca della libertà, demolendo la retorica zuccherosa delle relazioni d’amore e mostrandoci co-me dietro la perfezione possa nascondersi un doppio fondo inaspettato. Classe 1990, nel 2012 arriva seconda al Festival di Sanremo, nella categoria giovani, vincendo il Premio della Critica Mia Martini. Candidata ai David di Donatello 2014 per la migliore canzone originale. Attualmente vive a Tolosa e sta lavorando al suo sesto album in studio.

Venerdì 21 agosto (ore 22 – ingresso 10 euro + dp) al Castello arriva il cantautore Lucio Corsi che presenterà, tra gli altri, i brani del suo ultimo lavoro discografico “Cosa faremo da grandi?”, uscito all’inizio del 2020 per Picicca. Nei nove brani – caratterizzati da un nuovo mondo musicale ricco di linguaggi e paesaggi sonori altamente suggestivi – Corsi si interroga sulle incertezze della crescita umana e spirituale: “Concedersi la possibilità di vivere fino in fondo un momento di insicurezza significa poter scoprire la propria magnifica creatività”.

Sabato 22 agosto (ore 22) il Castello ospita una serata dedicata a due esperienze musicali salentine. Dopo la pubblicazione del primo EP (a)cross e la notizia della sua partecipazione al Primavera Sound 2021, Julielle ritorna con Double Hour. Il nuovo singolo della cantautrice salentina electro pop, prodotto da GodBlessComputers, pubblicato da La Rivolta Records, edito da BMG e distribuito su tutte le piattaforme digitali da Believe, racconta una relazione tra due persone, immaginate in senso figurato come due lancette di un orologio. Una più veloce e una più lenta. Si rincorrono, si sfiorano, si sovrappongono, ma non si toccano mai. “Interno 29” è il disco d’esordio de lefrasiincompiutediElena, progetto nato tra Roma e Lecce nel 2017 e che negli scorsi mesi ha iniziato a far girare tra le playlist di Spotify i primi singoli Ciglia e Lenzuola.

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