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Spesa farmaceutica convenzionata, in Puglia risparmiati 80 milioni

“Il Rapporto Nazionale del 2018 ha fornito dati positivi per l'intera regione.”
Spesa farmaceutica convenzionata, in Puglia risparmiati 80 milioni

In soli tre anni la spesa farmaceutica convenzionata in Puglia si è ridotta di circa 80 milioni. Questo dato ha permesso di far rientrare quasi del tutto il tetto di spesa del 7,96% rispetto alla quota di riparto del fondo sanitario stabilito dalla legge.

L’ultimo monitoraggio, aggiornato al mese di settembre 2019, evidenzia uno scostamento di circa 1,8 milioni di euro. I dati sono stati comunicati dalla Regione Puglia al termine della presentazione del rapporto Osmed che illustra i report di consumo e di spesa dei medicinali in Italia e che fornisce approfondimenti sul consumo dei farmaci per età e genere.

Presente all’incontro, il governatore Michele Emiliano, ha commentato mostrando i grandi risultati che la Regione ha avuto nella riqualificazione della spesa farmaceutica. Come dichiarato dal presidente, per capire quanto sia stato risparmiato, basterebbe immaginare che in due decenni si sono spesi oltre 300 milioni di euro di farmaci all’anno, il cui importo può essere paragonato alla costruzione di due ospedali nuovi. Questi soldi, invece, sono stati buttati via in farmaci inutili e anche pericolosi.

Il rientro nella media nazionale

Pian piano, però, anche grazie alla collaborazione con farmacisti, medici di famiglia, ospedali e nuovi farmacisti ospedalieri, senza sanzioni o azioni brusche, è stato permesso di rieducarsi a modalità prescrittive e più compatibili con la media nazionale che hanno permesso all’intera regione di utilizzare quasi trecento milioni che sono stati spesi fino ad ora in più, per l’assunzione di un nuovo personale.

Da eco al presidente Emiliano, il direttore generale di Aress Puglia, Giovanni Gorgoni, che ha ricordato come in questi anni la regione abbia fatto dei passi importanti per il contenimento della spesa farmaceutica inappropriata, nonostante il percorso è ancora lungo e impegnativo.

I dati presentati, tuttavia, fanno ben sperare sul futuro sia della spesa pubblica che su quello individuale.


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