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Spesa 2021 in tempi Covid, nel carrello primeggia il vino pugliese

“In crescita il consumo di vini e spumanti pugliesi, le loro esportazioni all'estero e le opportunità di lavoro per chi opera nel campo vitivinicolo.”
Spesa 2021 in tempi Covid, nel carrello primeggia il vino pugliese

Il carrello della spesa dei ai tempi del Covid parla chiaro: tra i prodotti acquistati nel 2021 il vino pugliese segna un bel +14,5%. Un risultato che riflette il periodo di restrizioni vissuto (tra le quali rientra per esempio l’impossibilità di uscire per fare aperitivi) e il desiderio dei cittadini di consolarsi tra le mura domestiche consumando una delle eccellenze del territorio. Non solo, anche per gli spumanti si parla di un aumento record del 55% grazie alla riapertura di ristoranti a pranzo e cena, pizzerie, bar e agriturismi pugliesi.

I dati sono stati diffusi dalla Coldiretti Puglia, che ha sottolineato anche l’importanza della ripartenza della ristorazione a livello globale e della ripresa delle esportazioni, eventi, questi, che hanno consentito di incrementare del 3% nel primo trimetre del 2021 la vendita di vino pugliese all’estero.

Quanto ha inciso il Covid sul settore vinicolo

Lockdown e misure restrittive hanno messo a dura prova il settore vitivinicolo, causando una perdita di fatturato nel 2020 a più di 2 aziende su 3: un aumento del 30% rispetto all’anno precedente secondo quanto stimato da Coldiretti. A influenzare positivamente questi dati sono stati invece gli acquisti di vino nel corso dei vari lockdown.

In seguito all’aumento del tempo trascorso in casa, e in particolar modo in cucina, vino e spumanti hanno riscosso iun notevole apprezzamento sulle tavole dei pugliesi e non solo, facendo crescere gli acquisti di questi due prodotti rispettivamente dell’8,3% e del 7,5% nel 2020 rispetto al 2019.

Da non sottovalutare, poi, il boom di vendite registrato negli e-commerce: si parla, infatti, di un raddoppiamento rispetto all’anno precedente (+105% nel 2020), come mostrato dai dati Wine Monitor Nomisma.

Export di vino all’esterno, i dati parlano di aumento

Precisa Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia: “Bisogna recuperare spazi e rapporti con i mercati esteri che hanno subito una battuta d’arresto durante il lungo lockdown a causa del Covid”. In gioco in Puglia ci sono 27 DOC, 4 DOCG e 6 IGP che la regione offre con il successo del vino Made in Italy spinto proprio dalle etichette che occupano i primi dieci posti della bottiglie che hanno fatto registrare il maggior incremento dei consumi in valore, con 2 vini pugliesi nelle prime 4 posizioni.

“Nel tempo della globalizzazione, gli italiani bevono tricolore, come dimostra il fatto che al secondo posto c’è il Primitivo pugliese (+21%) e al quarto posto il Negroamaro pugliese con un aumento del 15% dei consumi”.

“La riapertura di ristoranti, trattorie, osterie, agriturismi, cantine e bar e la ripresa delle esportazioni – spiega Gianni Cantele, responsabile del settore vitivinicolo della Coldiretti Puglia – hanno riattivato gli sbocchi di vendita del vino pugliese che nel canale Ho.Re.Ca., nell’enoturismo e nell’export vale oltre 1 miliardo di euro l’anno, a regime”.

Crescita del consumo di vino e nuove opportunità di lavoro

Ai tempi del Covid è stato registrata una crescita del consumo di vino del 18% tra i millennials e del 25% di vino mixato con altre bevande. Sempre stando alle parole di Coldiretti Puglia, nella fase 3 il 12% dei giovani ha dichiarato di consumare più vino, grazie al fatto che il lockdown ha favorito la scoperta di prodotti d’eccellenza.

Numerose, infine, sono le opportunità di lavoro che si sono aperte per chi opera in cantine, vigne e nella distribuzione commerciale, ma anche in attività correlate (per es. quelle di servizio; nell’industria vetraria e dei tappi; nel settore dei trasporti e in quello delle assicurazioni o degli accessori, come sciabole e cavatappi; dai vivai agli imballaggi; nel campo della formazione e della ricerca e in quello della divulgazione; dall’enoturismo alla cosmetica e al mercato del benessere; dalla pubblicità all’editoria, ma anche dai programmi software alle bioenergie ottenute dai sottoprodotti della vinificazione e dai residui di potatura).


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