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Spazioporto di Grottaglie, nel 2020 ci sarà il primo lancio

“Sono in corso gli ultimi lavori per permettere un servizio professionale a partire dal prossimo 2020.”
Spazioporto di Grottaglie, nel 2020 ci sarà il primo lancio

Lo Spazioporto di Grottaglie a partire dal 2020 sarà pronto per il primo volo nello spazio. Ad annunciare questa sensazionale notizia è stato il presidente di Aeroporti di Puglia Tiziano Onesti.

Questa comunicazione, inserita all’interno del Piano Strategico presentato negli scorsi giorni, prevede tra i tanti punti all’ordine del giorno anche lo sviluppo dei voli spaziali suborbitali per passeggeri e la conseguente messa in orbita di satelliti dalle piccole dimensioni messe in volo da piccoli aeromobili in volo.

Il progetto, da poco presentato, va quindi ad aggiungersi a quello precedente sullo scalo Taranto – Grottaglie, già individuato come Spazioporto nazionale da parte del ministero delle Infrastrutture e dell’Ente nazionale di aviazione civile. Approvato anche dalla Casa Bianca, questo scalo tutto pugliese consentirà una vera e propria collaborazione tra l’Italia e gli Stati Uniti.

Questa cooperazione è stata ulteriormente sostenuta da Aeroporti di Puglia, che ha già stabilito un programma ben preciso che dovrà svilupparsi nel corso degli anni. Lo Spazioporto di Grottaglie, in attesa del primo volo previsto per il 2020, dovrà avere dei fabbisogni infrastrutturali, di servizio, tecnologici e anche operativi in grado di regolamentare il settore a livello non esclusivamente nazionale, ma anche europeo.

Importantissima, specialmente in questo campo, deve essere la volontà da parte di società esterne che dovranno investire nel progetto. Questa dopotutto, non è una novità: lo stesso procedimento viene attuato per i voli di linea.

I voli dello Spazioporto di Grottaglie

Ma quali saranno i voli che nel concreto decolleranno dallo Spazioporto di Grottaglie? La pista lunga 3.400 metri potrà permettere di ospitare numerosi voli suborbitali a decollo orizzontale. La stessa piattaforma, dopotutto, ha permesso allo scalo pugliese di essere identificato come spazio nazionale.

I lavori per completare lo spazioporto sono davvero pochi: nei prossimi mesi saranno aggiunti un hangar con piazzale dedicato, un terminal nel senso tradizionale e un deposito ad hoc per carburanti. Più in là, invece, potrebbe essere contemplata la costruzione di un piazzale di sosta più ampio per gli aeromobili in modo tale che i turisti spaziali possano atterrare tranquillamente con un eventuale aereo privato.


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