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Sorgente Sfilzi, fonte d’acqua nel cuore della Foresta Umbra

“Si tratta dell'unica sorgente montana presente sul Gargano.”
Sorgente Sfilzi, fonte d’acqua nel cuore della Foresta Umbra

Nel cuore della Foresta Umbra, circondata dalla rigogliosa flora di questo eden pugliese, è possibile imbattersi in uno scenario di grande valore naturalistico, la Sorgente Sfilzi.

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Presente a monte della Fonte di Sfilzi, unica sorgente perenne presente nella zona montana del Gargano, la sua riserva si estende lungo le pendici della Valle della Carpinosa, area diventata statale nel 1919 in seguito all’acquisto effettuato da parte della famiglia Forquet. È proprio all’interno di questo lembo di Foresta, dunque, che oltre ai vetusti faggi, cerri, rovelle e, ancora, ogni altra vegetazione tipica della macchia mediterranea, si erge in tutta la sua antica bellezza la fontana di Sfilzi, una costruzione molto probabilmente appartenente al VIII secolo.

Fontana Sfilzi, antica realizzazione del VIII secolo

Edificata quasi certamente dai Benedettini dell’Abbazia di Tremiti, la cui tesi viene avvalorata dalla raffigurazione incisa nella roccia, questa sorgente, che si trova a 460m sul livello del mare, è inserita all’interno del Parco Nazionale del Gargano. Dell’antica fontana, andata perduta, sono oggi presenti ancora una serie di vasche, popolate da alcuni esemplari del tritone italico, in passato sicuramente utilizzate dai pastori e dai taglialegna che ne attingevano l’acqua.

È stata proprio la presenza di quest’ultima, infatti, a originare in tutta la zona un imperdibile ambiente umido, costituito da felci e muschio. La foresta, in questo tratto particolarmente rigogliosa, viene quotidianamente frequentata dai suoi veri abitanti: i pochi visitatori umani lasciano il posto a preziose specie animali.

Non è raro imbattersi nell’immagine di caprioli, cinghiali, volpi e faine che, proprio come accadeva nel passato, decidano di sostare vicine alle vasche della sorgente Sfilzi per abbeverarsi e continuare con la loro avventura tra gli affascinanti meandri della foresta, alla ricerca, magari, di ulteriori reperti storici non ancora rinvenuti dall’uomo e proprio per questo ancora più preziosi.

Foto: @myosotide (Instagram)


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