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Sfinge di Sant’Andrea, paesaggio egiziano di Puglia

“Questa meraviglia della natura si trova a Melendugno.”
Sfinge di Sant’Andrea, paesaggio egiziano di Puglia

La natura a volte è in grado di plasmarsi a suo piacimento creando delle incredibili opere d’arte, degne dei migliori artisti. È questo il caso dell’ennesima meraviglia di Puglia, dove la roccia a ridosso nel mare cristallino del Salento sembra essere stata scolpita per ricreare la figura della leggendaria Sfinge egiziana.

Sebbene non ci sia nessuna piramide a fare da sfondo, nella baia di Sant’Andrea è possibile ammirare una delle migliori espressioni dell’erosione delle rocce.

La leggenda e la mitologia si intrecciano con la realtà, creando un perfetto equilibrio che merita sicuramente una visita per restare affascinanti dal panorama che si presenterà davanti ai propri occhi.

Nel caso della Sfinge di Sant’Andrea, dopotutto, non servirà molta fantasia: la figura mitologica con la testa di un uomo e il corpo di un leone è davvero alla portata di tutti. La differenza con la scultura egiziana sembra essere data solamente dalla presenza del mare cristallino, che si tramuta in sabbia soffice e dorata in Egitto.

Come raggiungere la Sfinge di Sant’Andrea

Per ammirare la Sfinge di Puglia basterà recarsi al porticciolo di Sant’Andrea e guardare verso destra: lo scoglio de lu “Tafarulu“, questo il nome in salentino, sarà lì quasi sornione a controllare il mare limpido circostante.

Bellezza circostante

Come se questo incredibile spettacolo della natura non fosse abbastanza, ad incorniciare maggiormente il luogo è tutto il territorio circostante, che oltre al blu dell’Adriatico, è caratterizzato da dune di sabbia, calette e insenature.

A poco più di un chilometro dalla Sfinge, sono presenti anche degli imponenti faraglioni, conosciuti da tutti come “Le due sorelle”. Il nome deriva dalla curiosa leggenda che li riguarda: due sorelle vivevano in un paesino del Salento ed essendo molto prese dal loro lavoro non avevano la possibilità di guardare il mare; un giorno si avviarono verso la costa, seguendo dei percorsi di campagna e attraverso pinete e aree boschive, ammaliate dalla sconfinata bellezza del mare, si gettarono in esso dall’alto di una rupe. Gli dei ebbero pietà di queste due sventurate, trasformandole in faraglioni in modo che non se ne perdesse il ricordo nei secoli a venire.

Foto di @maxrolando74 (Instagram).


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