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Santeramo, “naso virtuale” per ridurre rischio di contagio nelle scuole

“Monitorare la qualità dell'aria con un dispositivo ad hoc: l'iniziativa del Comune barese per tutelare studenti, insegnanti e operatori scolastici.”
Santeramo, “naso virtuale” per ridurre rischio di contagio nelle scuole

Qualunque sia il settore di riferimento, l’obiettivo principale di questo delicato periodo storico è ridurre il rischio di contagio da Covid-19. Ecco allora l’importanza di rimboccarsi le maniche per mettere a punto sistemi efficienti che possano far sentire i cittadini più tutelati.

In questo contesto si inserisce l’iniziativa del Comune di Santeramo che ha deciso di installare negli istituti scolastici un dispositivo ad hoc chiamato “Nose C”.

Si tratta di un naso virtuale consegnato alle scuole dell’infanzia, primarie e medie per monitorare la qualità dell’aria negli ambienti chiusi. L’iniziativa è stata sostenuta dal sindaco della città, Fabrizio Baldassarre, insieme all’assessore Labarile e all’ingegnere Cerino, amministratore di una ditta specializzata.

Come funziona “Nose C” e perché è utile

Il dispositivo sfrutta la tecnologia “IoT” per rilevare la concentrazione di anidride carbonica e verificare alcuni parametri fondamentali: pressione atmosferica, umidità, temperatura e presenza di componenti inquinanti. Queste le parole del sindaco Baldassare in merito al “Nose C” e alla sua utilità in ambienti come le scuole per la tutela massima di studenti, insegnanti e personale scolastico:

«In questo modo sperimentiamo in ambito scolastico una tecnologia innovativa che consente di ridurre l’insorgenza di malattie respiratorie e il rischio di diffusione del virus. La sensoristica del dispositivo installato nelle aule rileva in tempo reale i livelli di inquinamento e invia i dati a una piattaforma di gestione ed elaborazione in cloud. La spia luminosa dei rilevatori cambia colore in base alla presenza di Co2.

Sotto la soglia delle 400 parti per milioni (ppm) di anidride carbonica si accende una luce verde, tra i 400 e i 700 ppm diventa gialla, tra i 700 e i 1.000 arancione, e sopra i 1.000, quando la situazione diventa più critica, la luce è rossa.

Al superamento della soglia dei valori consentiti, il sensore informerà insegnanti e bambini, attraverso un segnale luminoso, offrendo la possibilità di intervenire tempestivamente. Sarà infatti sufficiente aprire porte e finestre per un ricambio dell’aria e ripristinare idonee condizioni di sicurezza. L’utilizzo di questo dispositivo e il conseguente monitoraggio ci permetteranno di tutelare studenti, insegnanti e operatori scolastici».


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