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Sanremo 2020, sul palco dell’Ariston una canzone sull’ex Ilva

“La giovane pugliese Gabriella Martinelli salirà sul palco in coppia con Lula.”
Sanremo 2020, sul palco dell’Ariston una canzone sull’ex Ilva

Manca meno di un mese all’attesissimo Festival di Sanremo, che sarà condotto da Amadeus dal prossimo 4 all’8 febbraio.

Sebbene l’attenzione (e le polemiche) si sia soffermata sui nomi dei Big della prossima edizione, da non sottovalutare sono anche le giovani proposte, che saliranno sul palco dell’Ariston con tutti i loro sogni e aspettative che questo grande passo comporta. Tra questi artisti è presente anche Gabriella Martinelli, giovane pugliese, che canterà la sua canzone dedicata all’ex Ilva: “Il gigante d’acciaio”.

Un tema sicuramente impegnativo quello del testo della ragazza di Montemesola, che canterà in coppia con Lula. La storia raccontata tra le righe della sua canzone è quella di un ragazzo di Taranto cresciuto nel quartiere Tamburi, detto anche il ‘quartiere rosso’ perché vicinissimo all’Ilva che sprigiona una polvere che invade l’aria, le strade, le case e colora tutto di rosso. Riferendosi a fatti di cronaca quotidiana, la Martinelli intende tuttavia donare un po’ di speranza nel ritornello, “Non ci sarà un’altra volta”.

Testo de “Il gigante d’acciaio”

Questo il testo della canzone:

Mi piace la mia città
e questo è il mio quartiere tutto rosso
gli alberi, le facciate delle case
quello che però non capisco
e che mi fa arrabbiare è che quando c’è vento
non posso uscire a giocare

Si chiudono le finestre
chiudono anche le scuole
c’è una puzza pazzesca e non si può respirare
quando c’è vento nel mio quartiere
non si può giocare

Mio padre lavora in un posto grandissimo
lui lo chiama il gigante d’acciaio
con grandi camini che fumano sul mare
e gli ho sentito dire
che dà lavoro a diecimila persone
eppure papà da lì se ne vuole andare
dice sempre: “non possiamo scegliere se vivere o lavorare
non possiamo scegliere se vivere o lavorare
se scappare o morire”

Non ci sarà
un’altra volta, un’altra volta
non ci sarà
un’altra volta, un’altra volta ancora

Papà stava bene, s’è fatto una casa
ha sposato due figlie e mo’ resto io
con dieci anni d’amianto e molte rughe
ha lasciato l’inferno per darlo a me

Ero troppo giovane per capire
e ho provato a scappare
ma mi mancava il mare
mi mancava il mare
mi mancava mia nonna
e il sentirmi dire
Ué guagliò vid ca’ qua so tutt cos buene

Non ci sarà
un’altra volta, un’altra volta
non ci sarà
un’altra volta, un’altra volta ancora
chi ci darà una risposta

Macchiami il cuore con un pugno dentro al petto
cambia il finale di una storia che ho già letto
tutti lo sanno ma nessuno parla
tanto funziona così
spesso mi dicono “vattene da qui”
ma signori io ho famiglia
e davanti un muro, sulle spalle un mutuo
son già marcio dentro
ormai fa lo stesso
non lo disco spesso
ti confesso non ho più un futuro

Non ci sarà
non ci sarà un’altra volta, un’altra volta no, un’altra volta no
chi ci darà una risposta signori
non ci sarà
sarà diverso stavolta un’altra volta
non ci sarà un’altra volta, un’altra volta ancora

Timbro ai tornelli della portineria
sono le sette di una sera qualunque
ma il vento è forte, sempre più forte
spezza la vita e le speranze restano chiuse
nelle mani del gigante

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