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Xylella, trovato l’accordo per il reimpianto degli ulivi

“Il ripristino dell'ulivo danneggiato potrà avvenire senza aggravi burocratici.”
Xylella, trovato l’accordo per il reimpianto degli ulivi

Gli ulivi appartenenti alle zone infette dalla Xylella potranno presto essere sottoposti a procedure di reimpianto.

Questo è quanto stabilito dalla Giunta regionale che, con l’approvazione del Protocollo di intesa con il Ministero per i beni culturali ed il Ministero delle Politiche Agricole, permetterà l’inizio dei lavori senza che bisogni attendere una preventiva autorizzazione da parte delle Commissioni paesaggistiche e della Soprintendenza. Per mezzo di questo provvedimento, quindi, tutti coloro che gestiscono a vario titolo terreni nelle zone infette da Xylella possono ora procedere al ripristino dell’uliveto danneggiato in tempi più brevi e senza ulteriori aggravi burocratici.

L’iter del Protocollo approvato

Come è stato spiegato per mezzo di una nota stampa, il “Protocollo vede la luce a seguito di una lunga interlocuzione avviata con la Direzione Generale del Ministero nel corso della quale è intervenuto anche il Decreto Legge Emergenza prevedendo la possibilità di estirpare, ma non reimpiantare, le piante malate in deroga ai vincoli esistenti. La soppressione della facoltà di reimpianto dalla Legge ha creato un vuoto normativo che sarebbe stato corretto colmare con un intervento avente forza di norma. In assenza di questo, la soluzione ottenuta sancisce la posizione del Ministero dei beni culturali, deputato a vigilare sul rispetto dei vincoli paesaggistici, che consente a tutti gli interessati di reimpiantare ulivi resistenti o tolleranti al batterio in luogo di quelli danneggiati senza dover ricorrere necessariamente al rilascio di un’autorizzazione paesaggistica”.

Quando è richiesta l’autorizzazione

Gli agricoltori, ora, dovranno invece richiedere l’autorizzazione solamente nei casi nei quali gli interventi di reimpianto possano danneggiare o minare la salvaguardia dei beni del paesaggio rurale circostante, come ad esempio muretti a secco, lamie, specchie, trulli, cisterne pozzi, canalizzazioni delle acque piovane ecc.

Questo provvedimento, dopotutto, era richiesto da molto tempo: tantissime sono state le imprese che hanno chiesto di poter accedere ai contributi previsti per la ricostruzione degli ulivi danneggiati. Si spera, dopo questa procedura, che gli ulivi tornino a produrre e splendere come un tempo.


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