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Ponte di Gravina in Puglia, maestoso viadotto dell’Acquedotto

“Costruito nel XVII secolo, il Ponte dell'Acquedotto è uno dei più belli di tutta la Puglia.”
Ponte di Gravina in Puglia, maestoso viadotto dell’Acquedotto

All’interno del Parco Naturale dell’alta Murgia è presente anche Gravina in Puglia, un importante complesso rupestre il cui nome deriva dalle gravine, ovvero delle spaccature della costa terrestre simili a grandi canyon.

Conosciuta anche dallo Stupor Mundi Federico II di Svevia, a cui si deve l’attribuzione della reinterpretazione etimologica ‘grana dat et vina’ (offre grano e vino), Gravina in Puglia è ricca di importanti monumenti di importanza storica.

Passeggiando tra le sue vie, oltre ad ammirare le bellezze del suo territorio, è possibile respirare ancora la genuinità e la semplicità degli abitanti del posto e delle loro abitudini, lontane dagli artifici moderni.

Di particolare bellezza, insieme al suo Duomo e del castello svevo, c’è sicuramente il viadotto della Madonna della Stella, più comunemente conosciuto come Ponte dell’Acquedotto.

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Ponte dell’Acquedotto, qual è la sua storia

Edificato alla fine del XVII, questa imponente struttura è poi stata ricostruita dalla famiglia Orsini nel 1722, dopo che parte della costruzione crollò in seguito a un forte sisma.

Alto 37 metri, lungo 90 e largo 5,5 metri, il Ponte dell’Acquedotto collega le due sponde del torrente Gravina e fu realizzato per permettere ai fedeli di attraversare il corso d’acqua sottostante, presente nella gravina di Botromagno e di raggiungere la chiesetta della Madonna della Stella.

La sua trasformazione da ponte ad acquedotto, dunque, avvenne proprio con la modifica degli Orsini, che nel Settecento deciso di utilizzare il viadotto per portare in città le acque delle sorgenti Sant’Angelo e San Giacomo. La tubatura dell’acqua che collegava le due fontane, ancora esistenti ai due lati del ponte, era costituita da 25 archi disposti lungo la spalliera.

Questo meccanismo è stato in funzione fino all’agosto del 1855, quando gli archi furono danneggiati e sostituiti da una spalliera in tufo. A non essere cambiato, tuttavia, è stata la bellezza estrema del viadotto, oggi simbolo di riferimento non solo per gli abitanti del posto ma anche per importanti produzioni cinematografiche, come ad esempio quelle di James Bond.

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