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Ponte girevole di Taranto, un incontro tra efficienza e bellezza

“Anche il poeta Gabriele D'Annunzio ha apprezzato il ponte girevole tanto da dedicargli un componimento.”
Ponte girevole di Taranto, un incontro tra efficienza e bellezza

Il ponte girevole di Taranto, situato in prossimità del Castello Aragonese, collega l’isola del Borgo Antico alla penisola della città nuova.

Edificato alla fine del 1800, il ponte girevole nasce come una struttura costituita da un grande arco a sesto in legno, il cui funzionamento era reso possibile grazie ad apposite turbine idrauliche il cui serbatoio per alimentarle era posto nella fortezza adiacente.

I primi lavori della struttura sono stati promossi dopo la fine della guerra mondiale, le cui ristrutturazioni hanno donato al ponte girevole l’aspetto mantenuto tutt’oggi. Il nome reale di quello che può essere definito a pieno titolo un monumento storico è Ponte di San Francesco di Paola, a cui è stata dedicata la struttura in quanto ritenuto protettore delle genti di mare.

L’unico collegamento tra i due borghi delle città fino agli anni Settanta

A partire dalla sua costruzione, il ponte girevole è stato l’unico collegamento tra i due borghi della città divisi dal mare, fino alla costruzione nel 1977 dell’altra piattaforma conosciuta come Ponte Pizzone.

A partire dagli anni Settanta, quindi, il ponte girevole viene utilizzato per il transito pedonale e automobilistico. Il suo utilizzo è oggi davvero raro: una volta messo in funzione le due metà del ponte si aprono ruotando in senso opposto.

La caratteristica di aprirsi orizzontalmente piuttosto che in maniera verticale lo rende l‘unico ponte girevole in Europa ad utilizzare questo meccanismo la cui apertura dura un paio di minuti.

Questo luogo è una tappa fissa per chi visita Taranto: grazie alla sua bellezza è in grado di incorniciare le chiese, il Castello e il lungomare circostante.

D’annunzio dedica dei versi al ponte girevole

Di questa bellezza si era accorto anche il grande poeta Gabriele D’annunzio, che nella sua opera Laudi del Cielo del Mare della Terra e degli Eroi dedica questi versi in omaggio alla Città dei Due Mari e del suo ponte:

«Taranto, sol per àncore ed ormeggi
assicurar nel ben difeso specchio,
di tanta fresca porpora rosseggi?

A che, fra San Cataldo e il tuo più vecchio
muro che sa Bisanzio ed Aragona,
che sa Svezia ed Angiò, tendi l’orecchio?

Non balena sul Mar Grande né tuona.
Ma sul ferrato cardine il tuo Ponte
gira e del ferro il tuo Canal rintrona.

Passan così le belle navi pronte
per entrar nella darsena sicura,
volta la poppa al jonico orizzonte


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