Trani: Novelle per un anno
Eventi provincia BAT

Home » Eventi Puglia » Eventi provincia BAT » Tre novelle di Pirandello al Mimesis di Trani

Tre novelle di Pirandello al Mimesis di Trani

Novelle per un anno
Evento
Novelle per un anno
Località
Trani (BT) - Teatro Mimesis
Data/periodo
31 Gen 2020
Orario
21:00
Ingresso
a pagamento

Una serata con tre delle novelle di Pirandello è pronta per accogliere, venerdì 31 gennaio, i visitatori del Teatro Mimesis di Trani per un appuntamento con Cristina Angiuli.

L’attrice e regista di grande esperienza e versatilità, proporrà L’altro figlio, Tutt’e tre e il Treno ha fischiato, per tre delle circa 250 novelle pirandelliane contenute nella raccolta in 15 volumi intitolata “Novelle per un anno” e considerata uno dei più alti risultati della narrativa italiana del post Unità e uno dei capolavori della novellistica italiana di tutti i tempi.

Sul palco, dunque, saranno rappresentati i tre racconti scritti nei primi quindi anni del ‘900. La scelta dell’Angiuli di questi tre componimenti non è affatto casuale: sebbene si tratti di racconti diversi tra loro, tutti e tre possono essere considerati emblematici del mondo pirandelliano.

“L’altro figlio”

Ne l’Altro Figlio Pirandello tratta del tema della maternità, un argomento che il letterato ha sempre toccato con particolare vicinanza. Questa commedia, ambientata durante il fenomeno della grande emigrazione meridionale e siciliana nei primi anni del Novecento ha come protagonista Mariagrazia, una umile donna del popolo di un paese siciliano. Vedova e costretta a mendicare, la giovane soffre poiché non riesce ad avere notizie dei suoi due figli, che, dopo aver fatto fortuna in America, hanno dimenticato la loro stessa madre. Quasi ossessionata dal rivedere i suoi due ragazzi, Mariagrazia scrive loro tramite un’amica proponendogli in cambio del loro ritorno l’unica cosa in suo possesso: il casolare all’interno del quale abita. Anche a questa richiesta, però, entrambi i figli non risponderanno. L’unico che invece vorrebbe prendersi cura della donna e non distante dal suo paese, viene ignorato dalla madre in quanto nato in seguito ad una violenza subita da un brigante.

“Tutt’e tre”

Tutt’e tre, invece, parte dalla morte di Francesco di Paola Vivona, barone che muore improvvisamente nel giardino della sua amante Filomena. La baronessa Vittoria Vivona, dopo essere corsa accanto al corpo del marito, ha una sola preoccupazione: evitare che Nicolina, l’altra amante del barone, venga a sapere della sua morte. A questo punto un lungo flashback racconta la storia della baronessa, sposata con il nobile solamente affinché l’uomo potesse recuperare parte delle sue ricchezze. Seriamente innamorata di Francesco, Vittoria ha perdonato tutte le storielle dell’uomo tanto da aver accettato come suo legittimo erede il figlio nato tra suo marito e Nicolina. Dopo che le tre donne iniziano a vivere insieme nel palazzo baronale, Vittoria e Filomena iniziano a diventare estremamente gelose e vorrebbero allontanare Nicolina da suo figlio. L’unico modo possibile, però, sarebbe quello di far sposare la ragazza con il notaio Nitto Trettarì. Mentre le donne si recano in municipio per assistere al matrimonio, la baronessa vede un ritratto di suo marito e inizia a piangere, contagiando anche le altre due. Per procedere alla firma del contratto nunziale bisognerà quindi attendere che le tre si calmino.

“Il treno ha fischiato”

L’ultima novella che sarà rappresentata al Teatro Mimesis di Trani, Il treno ha fischiato, racconta la storia di Belluca, contabile metodico e paziente sempre sottoposto a pressioni sia in ambito familiare che in quello lavorativo. Per riuscire a mantenere la sua famiglia, composta da moglie, suocera e sorella della suocera cieche, le due figlie vedove e sette nipoti, l’uomo inizia a intraprendere un secondo lavoro, quello del copista di documenti, durante le ore notturne. La sua situazione, tuttavia, cambia quando, in seguito al fischio di un treno, Belluca si ribella con il suo capufficio. Questa reazione, considerata fuori dagli schemi e dal suo modo di essere, l’uomo viene rinchiuso in un manicomio. Sarà solamente l’intervento di un vicino di casa a capire come il protagonista non sia pazzo ma vessato dall’ambiente circostante. Il fischio del treno, dunque, è un’allegoria che indica quando uscire dalla quotidianità attraverso l’immaginazione che consente, almeno alla mente, di dilettarsi in viaggi lontani e sperduti.

Dopo 86 anni dal conferimento del suo premio Nobel, dunque, Pirandello continua ad essere ancora rappresentato nell’intero panorama teatrale italiano.

posizione

Mappa

Riproduzione riservata. La riproduzione è concessa solo citando la fonte con link all'articolo.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Iscriviti alla Newsletter

Non riceverai spam ma messaggi in base agli interessi selezionati. Potrai inoltre annullare l'iscrizione in ogni momento.

Seleziona gli argomenti a cui sei interessato:






Inserisci Azienda
Crea la tua Email
Promuovi Evento