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Pietro Milillo, lo studio del pugliese alla NASA

“Lo studio sulle calotte polari dell'Antartide del pugliese è stato pubblicato sulla rivista della NASA.”
Pietro Milillo, lo studio del pugliese alla NASA

L’ultima ricerca della NASA porta al suo interno un nome tutto made in Puglia. Il dottore Pietro Milillo ha compiuto degli studi sulle calotte polari giungendo alla conclusione che il futuro di tutta l’umanità dipenda dal loro (non) scioglimento.

Pietro Milillo, il giovanissimo ricercatore che non ha ancora compiuto 30 anni, lavora per la Nasa, più precisamente nel Jet Propulsion Laboratory della California Institute of Technology. I suoi successi sono nati nella terra barese, in cui il ragazzo ha conseguito la laurea magistrale in Fisica presso l’Università di Bari, proseguendo i suoi studi sempre in Italia, in cui ha compiuto un dottorato di ricerca in Ingegneria dell’Ambiente presso l’Università della Basilicata. Originario di Casamassima, Pietro Milillo è stato ben presto notato all’estero, luogo in cui ha pubblicato il suo studio dal titolo Heterogeneous retreat and ice melt of Thwaites Glacier, West Antarctica. L’articolo, pubblicato in questi giorni su una delle più prestigiose riviste internazionali, la Science Advance, è pronto per rivalutare tutte le precedenti convinzioni riguardanti l’ambiente.

La ricerca di Pietro Milillo alla Nasa

Lo studio di Pietro Milillo è partito dall’assunto che tutti gli scienziati siano preoccupati dallo scioglimento dei ghiacciai in zone del mondo non previste, come ad esempio in Antartide . Dopo numerose indagini, la scoperta tanto sensazionale quanto spiacevole: sotto il ghiacciaio
Thwaites nell’Antartide dell’Ovest, è stata rinvenuta una fonte di calore radioattiva che ha contribuito allo scioglimento dei ghiacciai. Questo, probabilmente, porterà a uno scioglimento irreversibile di uno dei ghiacciai più attivi, con conseguenze catastrofiche riguardanti anche l’innalzamento del livello del mare di ben 65 centimetri. Una volta diperso, il Thwaites, grande quanto lo stato della Florida, potrebbero liquefarsi anche i ghiacciai adiacenti, il cui scioglimento provocherebbe un innalzamento del livello del mare molto grave, intorno ai 2.4 metri.

A capo della ricerca e aiutato da altri ricercatori, Pietro Milillo consiglia di monitorare costantemente la linea di confine sulle coste dell’Antartide tra ghiaccio ancorato a terra e galleggiante. Prima che la situazione degeneri ulteriormente, la scoperta si è rivelata utile per poter compiere degli studi circa lo scioglimento dei ghiacciai.

Foto: NASA/OIB/Jeremy Harbeck


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