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Ostuni, la città bianca dal candore accecante: ecco il perchè

Ostuni, detta la città bianca, ha il vanto di essere una delle città più belle di tutta Puglia grazie alle sue casette dipinte interamente di bianco. Oltre alla spettacolarità delle sue abitazioni, Ostuni è una delle fantastiche mete pugliesi che si affacciano sul mare. A tal proposito è stata nominata la città panoramica per eccellenza che sorge su tre colli ad un’altezza di 218 metri. Forse saranno l’arte culinaria, il clima favorevole, la sua storia antica o la sua capacità inconsapevole di far sentire come a casa il turista a renderla una delle mete più ambite in regione.

In effetti la sua storia è molto antica e piacevole da ascoltare, anche se diverse sono le motivazioni per le quali è definita la città bianca, perché c’è una spiegazione dietro le sue casette bianche e lucenti. Inizialmente gli abitanti di Ostuni decisero di dipingere ogni singola abitazione di bianco con uno scopo strategico: la luce del sole riflessa sulle case avrebbe accecato i nemici pronti ad attaccare la città dando la possibilità agli abitanti di avere un netto vantaggio sull’avversario. Oggi questo bisogno, fortunatamente, non esiste più; nessuna città limitrofa si sognerebbe di attaccare una tale bellezza.

Senza nemici e città da insidiare, qual è ancora la motivazione del bianco di Ostuni? Una ragione continua ad esistere nonostante il passare dei secoli. All’incirca dal 1800, il comune di Ostuni ha emanato un’ordinanza che obbliga tutti gli abitanti a dipingere le case del centro storico di bianco. Non è un obbligo dettato dalla vanità o per destare lo stupore dei turisti nel vedere questa particolarità, ma è un semplice scopo igienico. Nello stesso anno dell’ordinanza, Ostuni fu colpita da un lungo periodo di siccità che provocò epidemie e carestie. Furono gli stessi abitanti ad avere l’idea di dipingere le loro case con la calce per evitare il contagio di ogni tipo d’infezione e malattia.

Questa credenza, tra l’altro fondata, fa si che venga gettata ancora oggi la calce. Grandi pietre chiuse in sacchi vengono riposte nei pozzi della città per purificare le acque pluviali raccolte. Insomma gli antichi abitanti di Ostuni ci avevano visto lungo. La particolarità delle casette bianche del centro storico non è solo incantevole da ammirare, ma favorisce anche la salute della città e di conseguenza della moltitudine di turisti che arrivano da ogni dove.

Ogni visitatore ha una concezione differente: lo scrittore Tonino Guerra nel 2010 definì Ostuni come una caduta di latte sul seno dell’Appennino. E ancora il giornalista Ettore Della Giovanna nell’agosto del 1941, di passaggio da Ostuni, rimase incantato alla visione di questo spettacolo naturale definendola come la città bianca fino all’assurdo. Una distesa di calce, polvere di gesso e latte.

Latte, bianco come la mozzarella, come il formaggio e come la burrata di Ostuni che si aggiungono alla lista di cose da provare qualora si decidesse di visitare questa città incantata. Le stradine sempre gremite di gente pronta a compare prodotti tipici e ricordi da regalare ad amici e parenti una volta a casa, ogni simbolo della città, ogni singolo souvenir no può che riportare le tipiche casette bianco latte poggiate dolcemente sullo sfondo del cielo.


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