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Anche in Puglia sorgeranno i primi ospedali di comunità

“Queste strutture sono conosciute anche come centri per inidoneità del domicilio.”
Anche in Puglia sorgeranno i primi ospedali di comunità

La Puglia è pronta per accogliere dei nuovi nosocomi, conosciuti come ospedali di comunità. La III commissione del Consiglio Regionale ha dato il via libera alla sua realizzazione.

Queste strutture territoriali sono dei veri e propri istituti in grado di fornire la giusta assistenza a tutti quei pazienti che necessitano costanti interventi sanitari. Gli ospedali di comunità si riferiranno proprio a loro: nasceranno con l’obiettivo di erogare in una struttura, che sarà completamente gestita da infermieri.

I pazienti, quindi, potranno essere ricoverati in questi ospedali di comunità, che possono essere anche chiamati come centri per inidoneità del domicilio: in queste strutture si riceverà un’assistenza e una sorveglianza continua, anche durante le ore notturne.

Requisiti per gli ospedali di comunità

La commissione ha quindi approvato l’idea della nascita degli istituti a patto però che vengano rispettate alcune particolari osservazioni.

Gli ospedali di comunità che sorgeranno in Puglia dovranno:

  • non trasformarsi in ricoveri di lungodegenza
  • la gestione post acuzie deve rimanere di livello assistenziale ospedaliero
  • essere di responsibilità del Distretto socio sanitario
  • avere stanze dedicate ai minori di 18 anni
  • avere le giuste strumentazioni per la conservazione corretta dei farmaci

L’ospedale di comunità è stato previsto dal Patto per la Salute 2014-2016 e dal Piano nazionale della cronicità e potrà avere una sede propria, o essere collocato in strutture sanitarie polifunzionali o in alcuni presidi ospedalieri riconvertiti.

15-20 posti letto

Che sia presente in una sede o in un’altra struttura, quelli che verranno realizzati in Puglia non dovranno avere più di 15-20 posti letto e non più di due moduli.

I pazienti che saranno presi in cura saranno principalmente quelli con demenza o con disturbi comportamentali con l’obiettivo di ridurre l’istituzionalizzazione e l’ospedalizzazione negli ambienti ospedalieri non idonei.

Le figure professionali che dovranno lavorare all’interno degli ospedali di comunità saranno, oltre agli infermieri, due operatori socio-sanitari (Oss) per ciascun turno, diurno e notturno.


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