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Orta Nova, la pin-up divide in fazioni la Festa della Donna

Per alcuni ha rappresentato il ricordo di un clichè, antipatico e fuori tempo, per altri-i referenti dell’amministrazione comunale che l’hanno affisso-è stato un semplice striscione di auguri sulla facciata principale del municipio in occasione della festa delle donne. A Orta Nova, provincia di Foggia, l’8 marzo è coinciso con le parole “polemiche” e “indignazione”.

Il manifesto affisso dall’amministrazione comunale ha provocato critiche e commenti

“Fieri di essere donne. Auguri. L’amministrazione comunale di Orta Nova”: questa la scritta che corredava l’immagine di una pin-up anni ’50, sdraiata su un prato di mimose con le gambe incrociate e le rotondità ben in vista, che campeggiava sull’edificio in bella vista, con tanto di auguri e di inno alla fierezza di “essere donne. Firmato: l’amministrazione comunale di Orta Nova”. A sollevare la polemica è stata l’ex sindaca del Pd, Iaia Calvio con un post su Facebook: “Per il sindaco di Orta Nova e il suo dream team la donna è quella rappresentata in quel vergognoso striscione che campeggia sulla facciata del Municipio: una ragazza in posa ammiccante, attaccatura del seno in bella vista, camicetta con scollatura profonda, spallina che cade lasciando nuda una spalla, sguardo in modalità “maschio guardami”, distesa su uno spumeggiante letto di mimose con gambe all’aria! Vergogna! Quello striscione è insopportabilmente offensivo della dignità delle donne. Di quelle che da anni lottano e muoiono per eliminare certi cliché ignoranti e sessisti, di quelle che si impegnano per affermare il loro merito e le loro competenze, di quelle che oltre il vestito c’è l’intelligenza, di quelle che lottano per affermare il loro diritto all’istruzione, di quelle che lottano per affermare il loro diritto di scegliere e di autodeterminarsi, di quelle che muoiono sotto i colpi di una subcultura sessista e bifolca”.

La discussione è maturata anche sul web, dividendo l’opinione pubblica sulla pin-up e uscendo dai confini dei Reali Siti. Anche Maria Rosaria Judice, della consulta comunale delle pari opportunità di Foggia, è entrata nel merito: “A Foggia- scrive- come Consulta ci stiamo già muovendo e possiamo farlo anche per i comuni limitrofi dove non esiste una Consulta. L’otto marzo come Consulta Pari Opportunità saremo presenti in Tribunale anche per discutere di questo avendo condiviso le motivazioni della manifestazione indetta da Nonunadimeno”. Intanto la pin-up, assicurano da Palazzo di Città, resterà al suo posto.


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