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Olio di Puglia IGP, domanda pubblicata sulla Gazzetta Europea

“Il riconoscimento di brand IGP garantirà che l'olio sia di qualità e valore.”
Olio di Puglia IGP, domanda pubblicata sulla Gazzetta Europea

La denominazione comunitaria IGP Olio di Puglia è ora riconosciuta a livello europeo. In questi giorni, infatti, la Gazzetta Europea ha provveduto a pubblicare la domanda di registrazione riservata all’olio extravergine proveniente della regione.

Questo è quanto annunciato da Coldiretti Puglia, che ha ricordato che il marchio IGP Olio di Puglia sarà ben riconoscibile per il logo caratterizzato da una antica moneta romana che simboleggia l’unità della regione Puglia e il suo legame storico con la coltivazione e la produzione di olio di alta qualità.

Cultivar di Puglia interessate

Ad essere interessate dalla pubblicazioni sono alcune tra le cultivar più importanti della regione:

  • Cellina di Nardò
  • Cima di Bitonto (o Ogliarola Barese o Garganica)
  • Cima di Melfi
  • Ogliarola Salentina
  • Coratina
  • Leccino
  • Peranzana

Queste, presenti negli oliveti da sole o congiuntamente, non devono essere di misura inferiore ai 70%. Per il restante 30% possono invece concorrere altre varietà, comprese nel processo di produzione, coltivazione, raccolta e oleificazione.

Olio di Puglia IGP

Il riconoscimento di brand IGP garantirà che l’olio sia di qualità e che rispetti dei parametri chimico-fisici di assoluto valore. Per essere inserito all’interno di questo registro, infatti, è necessario garantire la freschezza del prodotto, che dovrà essere imbottigliato entro l’anno di produzione e che, naturalmente, dovrà essere garantito come Made in Puglia.

Questo progetto, da tempo sollecitato dal territorio, permette una maggiore trasparenza e valorizzazione all’olio di Puglia, che deve necessariamente puntare sulla qualità e sulla distintività della regione, conosciuta per aver prodotto oltre il 50% dell’olio italiano.

Nei soli ultimi 25 anni, infatti, c’è stato un balzo di questo prelibato prodotto pugliese dell’oltre 49%, che hanno fatto registrare una crescita record dei consumi mondiali. Ad essere interessati in particolar modo sono stati i cittadini di molti Paesi, che variano dal Giappone alla Russia, dalla Russia agli Stati Uniti e dalla Gran Bretagna alla Germania.


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