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Natale in Puglia, cosa offre di speciale la cucina tipica regionale

Il pugliese medio è un privilegiato per molti punti di vista, spesso senza rendersene conto. Ed è capace di controbattere tutto ciò che le ricerche sulle diete e sull’alimentazione corretta sono in grado di dirci. Ragionando per insiemi, l’Europa intera, se non il mondo, hanno in elevata considerazione la cucina di tutta l’Italia. A sua volta, un qualsiasi pugliese fuori sede che magari vive altrove, in Italia, supponiamo a ridosso delle Alpi, si ritroverà spesso a dire frasi del tipo “Qui la cucina è buona, ma…” perché gli mancheranno le particolarità della cucina del sud.

Il sud è un territorio i cui confini politici segnano anche la legislazione di alcuni piatti caratteristici. Ed ecco come la Puglia, con le sue particolarità, si ritrova ad essere padrona di uno stile culinario tutto suo. Aggiungiamoci il fattore natalizio che porta alla creazione di una tavola e di un menù, che saranno invidiati dai più. Questo perché, per una ragione non meglio spiegata dagli antropologi, è durante le festività che ogni territorio sottolinea le proprie peculiarità.

Cos’è possibile, solitamente, trovare di particolare in queste circostanze? Partiamo dagli antipasti. Laddove, ad esempio, sia possibile riconoscere i panzerotti come antipasto, s’intende. Un inizio pranzo solitamente poco leggero, ma che può essere accompagnato a sua volta con le popizze, varianti baresi delle più conosciute frittelle. Il segreto per eliminare l’odore di fritto dalla cucina, in questo caso, è immergere uno spicchio di mela nell’olio bollente. E per i più moderni, per gli amanti del mare e delle crudités, è comune avere ciotole con insalata di polpo, finger food, accompagnato da aromi votati ad esaltarne il sapore come aceto o limone, antipasto tipico e di facile preparazione, simbolo di quel polpo arrizzato che tanto è caro ad ogni abitante del tacco d’Europa.

Passando ai primi si può dire che sia sempre tempo per giocarsi la carta delle orecchiette alle cime di rape e dei cavatelli ai frutti di mare, che dipingono la tradizione culinaria pugliese nella sua interezza con poche semplicissime mosse d’autore, che si rivedono anche nei secondi, dove capita sovente che ricchezze marine come baccalà o dentici la facciano da padrone. La cultura prevalentemente marittima di una regione avvolta da due mari si sente soprattutto quando si può scegliere tra carne o pesce, e dai condimenti particolari che si possono utilizzare per accompagnarli.

Tuttavia, è nei dolci, anche, che la tradizione pugliese permette di essere più particolare. Quando anche solo da vino e farina si è capaci di creare delle dolcissime cartellate, sempre con quell’odore nell’aria di olio che tanto accompagna una buona percentuale di piatti natalizi, non si può non pensare ad un piccolo capolavoro di fine anno. Ma anche gli struffoli, sfere d’impasto immerse nel miele bollente tipiche del Salento, o i dolci di pasta di mandorle e tanti altri, sono pezzi pregiati di cucina tradizionale.

Per quanto questi siano solo brevi esempi, ognuno di questi piatti è parte della storia culinaria di queste terre. È un must try per ogni visitatore, ed un pezzo di cuore per ogni lavoratore o studente di ritorno da lontano.

Perché non solo di vista vive l’uomo, ed a volte basta solo un sapore familiare per sentirsi tornati a casa.


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