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Molo di epoca romana: il ritrovamento nel mare di Manduria

“Il ritrovamento è avvenuto a San Pietro in Bevagna, frazione del comune di Manduria.”
Molo di epoca romana: il ritrovamento nel mare di Manduria

La storia lo insegna: il mare conserva innumerevoli tesori che rende visibili solo quando lo ritiene più opportuno. È quanto accaduto a San Pietro in Bevagna, una frazione del comune di Manduria (Taranto), quando a largo delle sue coste è stata rinvenuta un’opera imponente, forse un molo di epoca romana. Sarebbe questa la conclusione a cui gli esperti sono giunti osservando foto e video raccolti nella zona.

La scoperta è da attribuire a Fabio Matacchiera, presidente del Fondo antidiossina onlus di Taranto, che ne ha immediatamente dato notizia alla Sovraintendenza. Così, si sta organizzando, nei prossimi giorni, una spedizione subacquea che chiarisca il tipo di ritrovamento e ne calcoli, avvalendosi di esperti, l’epoca di appartenenza. Una cosa è certa: la Puglia si conferma una terra ricca di tesori di inestimabile valore.

Il ritrovamento

Il ritrovamento dell’ambientalista Matacchiera è sin da subito diventato oggetto di approfondimento e di curiosità di esperti in campo archeologico, confermandone il valore eccezionale. Fabio Matacchiera, infatti, ha immediatamente provveduto a scattare foto, girare video e raccogliere materiale, anche attraverso l’utilizzo di un drone, su cui avviare una preliminare indagine.

Il materiale raccolto (subacqueo e non) ha subito incuriosito l’archeologo Giuliano Volpe, professore nel dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Foggia, e il suo staff di ricercatori. Sarà guidata da lui, infatti, la spedizione prevista per i prossimi giorni a San Pietro in Bevagna.

Intanto, grazie ai documenti fotografici raccolti, è possibile avere i primi dati certi in merito alle dimensioni dell’ipotetico molo romano.  Si tratterebbe di una costruzione di circa 240 metri di lunghezza e di 20 metri di larghezza, che si estenderebbe per una profondità pari a 7 metri. Nell’analisi del materiale raccolto, Matacchiera analizza anche le dimensioni dei blocchi che comporrebbero il molo. Le pareti (dei blocchi) avrebbero una dimensione variabile tra 1 e 4 metri determinandone una forma irregolare (tendenzialmente simile a quella di un parallelepipedo) e sarebbero disposti in sequenza tra loro, ma separati da un’intercapedine.


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