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Michele Placido, da Foggia ai grandi schermi di tutto il mondo

Ascoli Satriano è un comune del foggiano il cui territorio è tra i più ampi della regione, nodo cruciale per civiltà sin dai tempi dei romani e citato anche da scrittori come James Joyce per il fascino di cui è caratterizzato. È nella cornice dell’entroterra daunio che ha trovato i natali Michele Placido, in una domenica 19 del maggio del 1946, discendente del famoso brigante lucano Carmine Crocco. Attore, regista e sceneggiatore italiano tra i più celebri a livello internazionale, vive in Puglia fino ai 18 anni quando lascia la terra natia per questioni lavorative. È il terzo di otto fratelli tra cui presenziano anche Giovanni Amato e Donato Placido, divenuti famosi anche loro per il loro impegno nell’arte della cinematografia e della scrittura.

Appena superata la maggiore età viaggia diretto a Roma dove diventa poliziotto e inizia gli studi teatrali presso l’Accademia nazionale di Arte Drammatica, nel 1964. È il 1970, sei anni dopo, quando appende la divisa al chiodo per recitare su un palco teatrale sotto la regia di Luca Ronconi ne “L’Orlando Furioso” di Ludovico Ariosto.

Debutta in tv nel 1973 ne “Il picciotto” e l’anno successivo appare per la prima volta sul grande schermo, prima con Ugo Tognazzi e Ornella Muti in “Romanzo Popolare” per la regia di Mario Monicelli poi con Laura Antonelli in “Mio Dio, come sono caduta in basso!” di Luigi Comencini. Furono le prime di una serie di opere cinematografiche che portarono sempre più il nome di Michele Placido all’attenzione di tutti.

Il ruolo che lo consacra definitivamente e che lo rende popolare al pubblico è quello del commissario di Polizia Corrado Comencini nelle prime quattro stagioni della serie “La Piovra”, insieme a quello di Marco Terzi in “Mery per sempre” pochi anni dopo. Michele Placido è ormai un attore affermato ed apprezzato da pubblico e critica anche a livello internazionale.

Nel 1990 punta anche a lasciare un segno nel mondo della regia con “Pummarò”, un film sul problema dello sfruttamento lavorativo degli extracomunitari, presentandolo al Festival di Cannes. Faranno seguito molte altre pellicole tra cui spiccano “Romanzo Criminale”, storia dedicata alla banda della Magliana, tratta dal romanzo omonimo di Giancarlo de Cataldo, che imperversava per la capitale nella seconda metà degli anni ’70; e “Il Grande Sogno” dedicato al Sessantotto e parzialmente autobiografico. In tempi recenti ha fatto discutere la pellicola “Vallanzasca – Gli angeli del male” dedicata all’omonimo criminale dove Michele Placido ha cercato di raccontare gli avvenimenti narrati nel libro autobiografico “Il fiore del male, Bandito a Milano” scritto dallo stesso Vallanzasca.

I riconoscimenti ottenuti nel corso della sua carriera sono 4 David di Donatello per “Marcia Trionfale”, “Un eroe borghese”, “Romanzo Criminale”, 1 Efebo d’oro, 1 Orso d’argento come miglior attore per il film “Ernesto” e nonostante tutto non rappresentano appieno la prolifica vita artistica di un attore e regista che ha segnato la storia del cinema italiano.

Sposato due volte, la prima con Simonetta Stefanelli e la seconda con la giovanissima Federica Vincenti, ha cinque figli, tra cui Violante Placido, anch’essa famosa attrice e cantante. Oggi Michele Placido ha 71 anni e la sua carriera non accenna a terminare, con la regia delle prime due puntate della serie per Netflix “Suburra” ed ancora molti progetti in via di sviluppo. La storia del cinema si sta ancora scrivendo.


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