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Massimo Rao, una personale a Trani a 20 anni dalla morte

Bozzetti, dipinti e incisioni per ricordare Massimo Rao a 20 anni dalla sua scomparsa. Trani omaggia la memoria dell’artista originario di San Salvatore Telesino (Benevento) ma strettamente legato alla Puglia con una mostra al via il 20 novembre. Opere ispirate dal manierismo toscano del Pontormo e dal gusto nordico di Van Eyck e Grünewald, nelle quali ricorrono la malinconia degli sguardi e gli atteggiamenti di abbandono nella solitudine dei personaggi, sono raccolte dal collezionista Antonio Ladogana in una personale che «vuole essere un contributo a preservare il ricordo e l’opera di Rao».

Dipinti e bozzetti in esposizione presso la galleria Michelangiolo: l’anteprima

Massimo Rao è stato artista e amico fraterno della galleria tranese:«Il suo percorso artistico, iniziato in questa città, ha avuto sempre – dicono gli organizzatori – una componente onirica preminente che lo accomunava ad altri pittori di grande talento ma forse un po’ dimenticati: Tommasi Ferroni, Clerici, Annigoni, Donizzetti e De Stefano. L’invenzione mai scontata e sempre sicura, la tecnica superlativa coltivata sui maestri antichi la capacità intelligente di dare significato ai suoi quadri che non sono una ripetizione meccanica di quello già visto, sono peculiarità che Rao non ha mai perso. Massimo Rao è stato disegnatore pittore incisore straordinario, pieno di fantasia mai citazionista. La sua opera era radicata in stratificazioni culturali di grande tradizione: la Napoli di Bernardo Cavallino e Ribera, il manierismo toscano del Pontormo e il gusto nordico di Dürer, Van Eyck e Grünewald. A prima vista si direbbe – proseguono – che sopra ogni cosa prediliga il drappeggio: i suoi personaggi sono sempre immersi in panneggi ampi e gonfi avvolti a più riprese intorno al corpo e al capo. Poi ci si rende conto di altri particolari: nei suoi quadri appaiono maschere appese a un filo lune piene misteriose immerse in paesaggi solitari e scabri del nostro o di un altro pianeta…e poi la malinconia, un altro dei suoi tratti ricorrenti. Malinconia negli sguardi, negli atteggiamenti di abbandono nella solitudine di personaggi senza tempo, le cose non sono come appaiono nascondono sempre infinite storie, inquiete memorie, sogni non ancora sognati». La mostra sarà aperta fino al 6 gennaio 2017 nella casa dell’arte Michelangiolo, in via Bovio 186, a Trani. Orari: dal lunedì al venerdì dalle 18 alle 21; sabato e domenica dalle 10:30 alle 13:00 e dalle 18:00 alle 20:30. Info: 3401541925/3466062784.


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