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U Carnevale de na vote, il Carnevale della tradizione tarantina

U Carnevale de na vote
Evento
U Carnevale de na vote
Località
Taranto (TA) - Piazza Duomo
Data/periodo
13 feb 2018
Orario
ore 17:30
Ingresso
gratuito

Una ventata di allegria e sorrisi è pronta a soffiare sul borgo antico di Taranto che, il 13 febbraio, farà da sfondo alla quarta edizione di “U Carnevale de na vote”, la manifestazione carnascialesca organizzata dall’associazione Tarantinìdion in collaborazione con l’Istituto Superiore di Studi Musicali “G. Paisiello”, l’Associazione Maria d’Enghien, Sant’Andrea degli Armeni Domus Armenorum, Tarantovecchia.org., Assemblea Aperta “Città Vecchia per l’Ambiente”,  Pro Loco Taranto, Associazione Vito Forleo, Associazione Varca d’Ore.

Cuore dell’evento, piazza Duomo, dove sfilerà il corteo in maschera del martedì grasso, con il processo e l’antico funerale del carnevale, accompagnato dalla musica popolare, che proseguirà attraverso via Duomo, vico Innocentini, via Pentite, via Cava, via De Tullio, la Marina, Via di Mezzo, pendio La Riccia e via Duomo,  rivivendo l’allegoria con le maschere tipiche tarantine, per ritornare in piazza Monteoliveto, dove si brucerà ‘u Tate.

TARANTO E IL CARNEVALE DI UNA VOLTA

La storia del Carnevale tarantino è antichissima e, tra le maschere tipiche, annoverava quella della Mascherata e della Pitricine. Ad aprire il corteo era invece la maschera di Mèste Giorge, una parodia del signorotto locale con in mano un bastone a mo’ di scettro, simbolo del potere sul popolo. Ancora più antica, la maschera di Quaremme ‘a zinzilose, un uomo travestito da donna che rappresentava la vedova disperata di Carnevale, nota per il suo incedere con animo sconsolato e piangente, mentre, fermandosi davanti alla cantine, diceva: «Azzètt’ u ciste» (“gradito il cesto”) disperandosi di essere rimasta vedova.

Non passava in secondo piano donna Pernìce per deridere signore, signorine, signorotti e signorini locali, anche se la maschera che più di tutte rappresentava la città di Taranto era senza dubbio il Pescatore, interpretato da un gruppo di quattro uomini possenti e muscolosi: indossavano camicia e pantalone bianco, fusciacca rossa legata in vita, giacca di vellutino nero gettata sulle spalle e berretto da pescatore. Con sé, erano soliti portare gli inseparabili attrezzi da lavoro, lancia, reti, lenza, nasse e un canestro colmo di frutti di mare.

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