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Grotte di Castellana, il nostro viaggio incantato nelle viscere della terra

Grotte di Castellana, il nostro viaggio incantato nelle viscere della terra

Una domenica qualunque divenuta straordinaria, uno dei primi giorni di primavera con il sole splendente accompagnato da qualche nuvola solitaria, nel corso del quale abbiamo deciso di compiere un viaggio nelle viscere della terra, alla scoperta delle Grotte di Castellana. Uno dei luoghi custoditi gelosamente nel territorio della ricca Puglia, questo complesso di cavità sotterranee si dona piacevolmente a visitatori sensibili, rivelando la sua ricchezza a livello naturalistico per un viaggio di vero ed intenso piacere, per gli occhi e per l’anima.

Il carsismo diffuso in tutta la Puglia, ha dato in questo luogo speciale la migliore immagine di sé, in una location appartenente al comune italiano di Castellana Grotte. Al complesso è annesso il museo speleologico, un luogo dedicato alla storia della Grave, originaria del Cretaceo superiore, e a quella della sua scoperta che avvenne a cura dello speleologo Franco Anelli nel 1938.

In questo viaggio misterioso e ricco di fascino siamo stati abilmente guidati da una guida specializzata del posto, gentilmente concessaci come Cicerone direttamente da Grotte di Castellana srl. Una visita privilegiata la nostra, dove muniti di telecamere e macchine fotografiche abbiamo voluto sperimentare lo stesso percorso dei visitatori che ogni giorno giungono nella location. Una passeggiata di 3 chilometri, dove inoltrandosi a circa 70 metri di profondità si prosegue nell’interno della terra, dimenticando l’esterno, illuminandosi d’incanto, tra immagini da sogno, bellezze naturali, fenomeni di grande fascino che lasciano col fiato sospeso ad ogni passo, ad ogni respiro.

Il religioso raccoglimento nel quale ci siamo potuti dedicare alla nostra esplorazione, ci ha consentito di farci illuminare dalla nostra guida Valentina su ogni curiosità che ci venisse in mente semplicemente osservando lo straordinario paesaggio sotterraneo intorno a noi. L’atmosfera è unica all’interno delle grotte e se avete voglia di dimenticare l’esterno per vivere qualche ora di spensieratezza e meraviglia, questo è il luogo ideale da visitare.

La Grave trova origine probabilmente nel Cretaceo superiore, circa 100 milioni di anni fa, quando la nostra regione era sommersa da un mare antico in cui vivevano molluschi e vegetali. I gusci di questi animali, poi depositati sul fondo del mare, hanno dato vita ad un cumulo di fango e sabbia, poi compresso e divenuto la base calcarea spessa, vari chilometri. Il successivo innalzamento delle terre ha fatto emergere questa base, in cui si sono create fratture, nelle quali l’acqua fluviale con le intense precipitazioni, ha formato una falda acquifera sotterranea che ne ha sciolto il calcare, creando piccoli condotti e portando allo straordinario panorama che ora abbiamo il privilegio di poter osservare.

Furono tutti vani gli iniziali tentativi d’esplorazione nella grave, innanzitutto per le difficoltà di addentrarsi, senza mezzi adeguati, a quasi 70 metri di profondità, e in secondo luogo per le leggende e l’alone di mistero che circondava il luogo. A lungo si ritenne che le grotte fossero la bocca dell’Inferno: dalla grave provenivano spesso voci e lamenti (poi ricondotti agli animali feriti accidentalmente caduti all’interno) e si vedevano fiammelle e fuochi fatui (dovuti allo scarico in questo luogo di rifiuti ed immondizia). Solo Anelli riuscì, non con poche difficoltà, ad addentrarsi nella Grave il 23 gennaio del 1938.

Ma questo luogo sembra preservare ancora altre possibili scoperte, sono diverse infatti le cavità lungo le quali non si è proseguito con lo scavo, anche per preservare l’ambiente ed evitare frane e crolli. Le rocce calcaree delle grotte, costituite essenzialmente da carbonato di calcio, del genere calcare di Altamura, offrono uno scenario di grande fascino, con stalattiti, stalagmiti, cortine che sembrano ali d’angelo, cristalli e alcune speciali stalattiti eccentriche controcorrente, che si sviluppano quasi violando la legge di gravità. Vi consigliamo di prediligere il percorso più lungo per visitarle, quelli di 3 km, in cui avrete la possibilità di esplorare voragini e caverne a cui sono stati dati nomi mitologici e fantastici.

Dalla grotta Nera a quella della Lupa, dalla Calza della Ballerina, alla Civetta, sino ad arrivare al Precipizio ed al Piccolo Paradiso, il Corridoio del Deserto, con il Grand Canyon sotterraneo, porta per un lungo percorso sino al Laghetto di Cristalli, per arrivare sino alla spettacolare Grotta Bianca, dove alla luce splendente del bianco candido di stalattiti e stalagmiti, ci si rende conto di quanto infinita possa essere l’esistenza del mondo e di quanto al cospetto, le nostre vite umane non siano che un brevissimo passaggio nel mistero dell’immensità dell’universo.

Per saperne di più visita il sito ufficiale delle Grotte di Castellana.

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