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Greenpeace a Barletta raccolta plastica e brand audit del gruppo locale

“Greenpeace pulisce le spiagge con la definizione dei brand maggiormente responsabili.”
Greenpeace a Barletta raccolta plastica e brand audit del gruppo locale

Un’azione di grande valore quella compiuta dal gruppo locale di Greenpeace di San Ferdinando di Puglia nella città di Barletta, in particolare con la raccolta della plastica e brand audit. Nel corso dell’operazione, per quello che concerne un brevissimo tratto di spiaggia, sono stati raccolti 95,09 kg di rifiuti, tra i quali 57,54 kg di plastica. Greenpeace insiste sostenendo che da molto tempo si parla di riciclo come di una soluzione per il problema dell’inquinamento da plastica mentre, dagli anni Cinquanta sino ad oggi, meno del 10% della plastica prodotta è stata correttamente riciclata.

La plastica

La maggior parte delle volte la plastica finisce nelle discariche, negli inceneritori o viene dispersa nell’ambiente e di conseguenza va a finire in mare. Le responsabilità civili ed ambientali sono tutte di chi sporca, ma al tempo stesso le grandi aziende che continuamente immettono sul mercato enormi quantità di plastica monouso senza consentire ai consumatori di scegliere delle alternative, devono al tempo stesso assumersi delle responsabilità, cercando di tagliare l’uso di plastica usa e getta.

I volontari di San Ferdinando

I volontari di San Ferdinando di Puglia si sono uniti per ottenere un importante risultato innanzitutto di pulizia e in secondo luogo di sensibilizzazione del territorio e delle persone che lo abitano. Greenpeace con altre organizzazioni appartenenti alla coalizione internazionale #Breackfreefromplastic hanno deciso di puntare i riflettori su quelli che sono i grandi marchi che usano enormi quantitativi di plastica usa e getta. La coalizione, consapevole che una semplice pulizia della spiaggia non può contrastare e bastare a lottare contro l’inquinamento dei mari, ha messo a punto la metodologia “Brand Audit”, ovvero la messa in mostra dei marchi “responsabili” dopo la raccolta dei rifiuti, per creare una mappa globale dei rifiuti in plastica presenti sulle spiagge del Pianeta per individuare quali marchi sono maggiormente responsabili del disastro che sta interessando il mondo.


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