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Gabriele Gravina, da Castellaneta alla presidenza della FIGC

“Con il 97,3% dei gradimenti, il tarantino Gabriele Gravina ottiene il titolo di presidente FIGC.”
Gabriele Gravina, da Castellaneta alla presidenza della FIGC

L’unico candidato alla presidenza della Federazione Italiana Giuoco Calcio ottiene sin dalla prima elezione un vero e proprio plebiscito. Gabriele Gravina, con un totale del 97,2% pareri a favore, nato e vissuto a Castellaneta nel tarantino, è da oggi ufficialmente a capo dell’organo nazionale preposto alla regolamentazione dello sport più amato in Italia, il calcio.

Chi è Gabriele Gravina?

Quella del tarantino Gabriele Gravina, nato nel 1953, è la consacrazione di una vita dedicata a un gioco che ha dimostrato di amare sin dai primi anni della sua vita e a cui ha dedicato la sua carriera. Dopo la laurea in Giurisprudenza e diversi ruoli nel settore ha modo di legare il suo nome al team calcistico abruzzese del Castel di Sangro, dove occupa il posto di presidente per dieci anni ottenendo un totale di cinque promozioni, definite da alcuni come veri miracoli. Giunto in serie B nasce, nel 1996, la sua carriera da dirigente sportivo, in qualità di consigliere della Lega di Serie C e della Federcalcio. Negli anni 2000 è a capo della delegazione della Nazionale Under 21, divenendo poi presidente della Lega Pro.

Le riforme proposte

Sono trascorsi ben 11 mesi dalle dimissioni del precedente numero uno della FIGC, Carlo Tavecchio. La Federazione aveva bisogno di un nuovo leader e lo vede nella figura del pugliese Gabriele Gravina, che grazie al largo plebiscito che lo ha portato al suo attuale ruolo lascia ben sperare sulle possibilità del suo mandato. Sul tavolo da lavoro ci sono tre riforme urgenti, ovvero la gestione dei pesi elettorali, con la presenza di un sistema di voto privilegiato o golden share in base all’interesse prioritario di una componente; il numero di squadre presenti nei vari campionati, con 20 squadre in A, altrettante in B e 60 in C e con la nascita del regime fiscale del semi-professionismo; la riforma della giustizia sportiva, dove ad essere privilegiati saranno i tempi brevi, procedure certe, rilettura delle varie norme, formazione specifica per i giudici e turn over tra i vari attori presenti. A questi segue l’ammodernamento degli stadi italiani, così che siano pronti ad ospitare Euro 2028, e la presenza dell’ora di calcio obbligatoria nelle scuole, per valorizzare le giovanili nazionali. Il programma di Gabriele Gravina è lungo e ricco di iniziative, non resta che aspettare e scoprire cosa riserverà il futuro al neo presidente della FIGC.


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