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Tra alcune buone notizie riguardanti l’emergenza coronavirus, vi è sicuramente l’invenzione di un professore ordinario dell’Università di Bologna, Vito Marco Ranieri, il quale è riuscito a ideare con altri colleghi un circuito che permette di collegare un solo respiratore per fornire ossigeno a ben due pazienti e non più solamente a uno.
La notizia, che ha fatto subito il giro del web, è stata accolta positivamente dall’intera comunità italiana, ormai allo stremo delle forze in seguito all’aumento del numero dei contagi da Covid-19.
Questa invenzione, dunque, permetterà di liberare il doppio delle postazioni attualmente disponibili e che si rendono necessari in alcuni pazienti affetti dal coronavirus.
In molti, tuttavia, non sanno che il professor Ranieri, sebbene lavori a Bologna, sia originario di Bari ed è dunque pugliese. Il dottore, infatti, ha studiato Medicina e Chirurgia all’Università di Bari, conseguendo nel 1998 la specializzazione in Anestesia, Rianimazione e Terapia Intensiva.
Ad essere orgogliosi della sensazionale scoperta che aiuterà a salvare un maggior numero di vite umane non è solamente l’ateneo bolognese, ma tutta la Puglia.
Il circuito, riferisce in una nota stampa la Regione Emilia Romagna, è ora prodotto da un’azienda di Mirandola che fa parte del distretto biomedicale modenese.
Come spiegato da Sergio venturi durante la diretta sulla pagina Facebook della Regione Emilia Romagna, il primo prototipo testato all’ospedale di Sant’Orsola di Bologna funziona. Proprio per questo motivo, dunque, nei prossimi giorni si proseguirà con gli ordini di questi attrezzi, destinando la strumentazione a tutte quelle province maggiormente colpite dal virus.
Questa collaborazione straordinaria tra clinici e industria, ha ricordato Venturi, metterà a disposizione del sistema sanitario un dispositivo preziosissimo e in grado di raddoppiare i posti in terapia intensiva. Il grande successo pugliese e nazionale, inoltre, aiuterà a fronteggiare l’emergenza anche altri Paesi.
Data: 21 Mar 2020
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