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Confagricoltura Puglia, svolta sul pomodoro da industria in regione

Grazie alla decisione della Commissione Agricoltura che riguarda il pomodoro da industria è in avvio una nuova fase che consentirà di raggiungere obiettivi di equilibrio per quanto concerne le posizioni nelle relazioni industriali e per il superamento di qualsiasi forma di concorrenza sleale. Il presidente di Confagricoltura Puglia ha sottolineato l’importanza di un intervento governativo allo stato delle cose attuale. La commissione infatti ha votato per una soluzione che convoca con sollecitudine un confronto tra i soggetti coinvolti nella filiera del pomodoro da industria, volendo estendere anche a questo settore la necessità di indicare il Paese di produzione e, oltre a questo, l’origine stessa della materia prima. Nel documento divulgato ci si riferisce anche all’estensione a livello comunitario dell’obbligo di adoperare pomodori freschi nella produzione delle passate.

La commissione ha infatti votato una risoluzione che va ad impegnare il governo nella convocazione, con massima rapidità, di un tavolo nel quale possano confrontarsi tutti coloro che sono impegnati nella filiera specifica, ovvero quella del pomodoro da industria. È fondamentale infatti estendere a quest’ambito l’obbligo di indicare il Paese di produzione e di origine della stessa materia prima. Il documento parla anche di un’estensione a livello comunitario dell’obbligo di utilizzare il pomodoro fresco per produrre le passate. «L’obbligo di etichettatura –ha dichiarato Donato Rossi– è una battaglia che vede Confagricoltura da sempre in prima linea, quindi non possiamo che dirci soddisfatti, anche se la strada da fare è ancora lunga». La Puglia, con le produzioni della Capitanata, resta ancora il territorio leader in Italia. «Ma soffriamo su due fronti – ha spiegato il presidente di Confagricoltura Puglia – Quello delle relazioni industriali e quello della concorrenza sleale internazionale».

L’Italia è infatti uno dei più grandi esportatori di passate e concentrati, oltre che di pelati e polpe, con un export italiano cresciuto del 26% per quanto riguarda il primo prodotto e del 77% per quanto concerne il secondo. Sono diversi però, stando a quanto afferma Rossi, gli agricoltori che hanno deciso di abbandonare questo genere di produzione preferendo colture nelle quali ci sia più guadagno. L’obbligo di etichettare e di utilizzare pomodori freschi nella produzione di passate, è stato esteso a livello comunitario e rappresenta uno dei punti irrinunciabili in un contesto nel quale devono essere coinvolti tutti i soggetti interessati.


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