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Cittadinanza onoraria a 53 bambini, a Troia “nessuno è straniero”

“53 bambini saranno italiani ad honorem, presso il comune di Troia, secondo decisione del consiglio.”
Cittadinanza onoraria a 53 bambini, a Troia “nessuno è straniero”

Il comune di Troia, sulle pendici del Subappennino Dauno in prossimità della città di Foggia, conferisce la cittadinanza onoraria a un totale di 53 bambini nati regolarmente all’interno dei confini italiani da genitori stranieri. Quello compiuto dal consiglio comunale all’unanimità rappresenta una salda presa di posizione e un atto simbolico di grande spessore, il tutto all’interno delle iniziative dedicate al sollecitare una soluzione normativa in quel vuoto legislativo nazionale che blocca l’ottenimento della nazionalità per i figli di stranieri.

Il consiglio comunale

Portavoce della decisione è stato il sindaco della città di Troia, Leonardo Cavalieri, seguendo il principio per cui in una comunità come quella del comune di Capitanata nessuno sia straniero. Solidarietà e uguaglianza sono al centro dei valori della popolazione locale, e l’atto, sebbene simbolico, è stato particolarmente sentito da tutto il consiglio e dai cittadini. Il pensiero che ha guidato Giuseppe Beccia, consigliere promotore della mozione, è stato il bisogno di restituire dignità a quei bambini nati in terra pugliese, indipendentemente dal colore della loro pelle, dalla loro religione o dalla provenienza dei loro genitori.

La cittadinanza onoraria

A spingere per la mozione anche l’Unicef Italia e l’Associazione Nazionale Comuni Italiani, che si muovono da diverso tempo in tutto il territorio nazionale cercando una risoluzione per la questione dello Ius Soli, argomento spesso rimandato in sede parlamentare. Nel frattempo il consiglio comunale del comune di Troia ha deciso autonomamente muovendosi in maniera indipendente e seguendo le proprie possibilità, la concessione della cittadinanza onoraria da parte del sindaco nei confronti di 53 bambini che l’intera comunità percepiva come italiani dalla nascita è stato quasi un atto dovuto, con un messaggio importante. Non importa cosa riservi il futuro al comune del foggiano, l’importante è muoversi seguendo la propria umanità e ricordandosi che si è sempre orgogliosi dei bambini della propria città. Il gesto invita ancora una volta Roma a prendere una decisione sul vuoto normativo che circonda lo Ius Soli e il conferimento delle varie cittadinanze ufficiali.


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