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Basilica di San Sabino, la cattedrale di Canosa di Puglia

“La basilica è stata riconosciuta come cattedrale da papa Benedetto XV.”
Basilica di San Sabino, la cattedrale di Canosa di Puglia

Nel centro storico di Canosa di Puglia, in corso San Sabino, c’è la cattedrale a lui dedicata, un maestoso esempio in cui si fondono lo stile bizantino e normanno.

Questa costruzione, consacrata nel 1101 da Pasquale II, è stata edificata nella zona di una preesistente costruzione altomedievale poi distrutta dai Saraceni ed è stata più volte colpita da terremoti e tentativi di saccheggio.

Sebbene abbia resistito alle intemperie del tempo, la basilica di Canosa di Puglia è rimasta abbandonata quasi fino all’Ottocento, quando fu stabilito di far tornare l’antica struttura in auge, attraverso l’edificazione con un nuovo prospetto neoclassico.

Cattedrale di Canosa di Puglia, interni e facciata

A croce latina, coperta da cinque cupole basse a vela e un’abside (illuminata da tre finestre, sulla cui centrale era raffigurante il patrono), il duomo è sempre stato un chiaro esempio di stile romanico-bizantino: al di sotto del presbiterio si accedeva alla cripta, contenete il reliquario di San Sabino, appunto. Le cinque cupole, di cui due sulla navata centrale, poggiano su delle arcate sorrette da 18 colonne di marmi persichino, granito e cipollino.

Rispetto alle altre chiese dello stesso periodo, la cattedrale di San Sabino si presenta priva di affreschi (e molto lontana, dunque, dallo stile barocco): il suo interno, infatti, è pavimentato con marmo bianco. Un’altra particolarità è che la cattedrale giace a tre metri al di sotto della piazza dalla quale si accede.

Dopo la sua breve discesa, sull’architrave centrale c’è la costruzione ampliata del simbolo degli Altavilla, mentre le cappelle corrispondenti alla navata destra, intercomunicanti, contengono una fonte battesimale, un altare e una tavola dedicata alla Madonna della Fonte, la cui icona pervenne dopo la Prima Crociata nel paese dauno, oltre che le porte bronzee dell’adiacente mausoleo di Boemondo. A questi, infine, la statua lignea e una tela raffigurante Sant’Alfonso Maria de’ Liguori e il sepolcro del beato padre Antonio Mara Losito.

La bellezza della basilica, dunque, è da ritrovare proprio nella sua estrema semplicità, in grado di rapire e sedurre chiunque la osservi.


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