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Castello di Oria, il “Vascello natante nell’aria”

“In questa fortezza è stato celebrato il matrimonio tra Federico II e Jolanda di Brienne.”
Castello di Oria, il “Vascello natante nell’aria”

Tra le stradine tortuose e le case imbiancate a calce di Oria, nel punto più alto della città in provincia di Brindisi, sorge imponente il suo Castello.

Il maniero, a circa 166 metri sul livello del mare, è stato edificato tra il 1225 e il 1233 per volere dello stupor mundi Federico II, motivo per il quale tutt’oggi la fortezza viene riconosciuta come Castello Svevo di Oria.

Questa struttura, considerata una delle più belle di tutta la Puglia, si erge in un punto strategico tra le province di Brindisi e Taranto, facilmente raggiungibile dalla strada statale 7, ovvero l’antica Via Appia.

Le tre torri

Il Castello di Oria, dalla forma di un triangolo isoscele con base a sud e vertice a nord, presenta tre torri nel muro meridionale, conosciute con i nomi di:

  • Quadrata
  • Del cavaliere
  • Del Salto

I fabbricati e l’antico ingresso, invece, sono forniti anche di ponte levatoio. La particolare forma del castello, la cui torre “Dello Sperone” è simile alla prua di una nave, gli ha dato l’appellativo di “Vascello natante nell’aria”.

Le diverse epoche del Castello di Oria

Durante i suoi 800 anni di storia, come facilmente intuibile, la fortezza è stata abitata da diversi dominatori, che ne hanno cambiato gli assetti originari.

Alcuni ritengono che il castello non sia stato fatto costruire da Federico II ma che a lui devono essere attribuite le sostanziali modifiche: questo maniero è stato il luogo nel quale l’imperatore ha festeggiato il suo matrimonio con Jolanda di Brienne.

Conosciuto anche con il nome “Gigantesco gioiello di pietra“, la fortezza di Oria nasconde nella sua straordinaria bellezze diversi stili architettonici che contribuiscono a rendere questo maniero come uno dei più belli di tutto il sud Italia.

Da far risalire al periodo svevo è sicuramente la Torre Quadra, la cui forma alta e svettante era particolarmente adatta alla difesa con l’arco. Di epoca angioina, invece, sono le torri cilindriche: su queste è ancora presente il beccatello, utilizzato per il cammino di ronda.

Il Mastio, presente sulla zona meridionale del castello, è invece di epoca normanna. Questa torre è caratterizzata da un’altezza superiore alle altre ed era utilizzato come ultima difesa in caso di attacco.

La rinascita della fortezza

Come evidente, il maniero conserva al suo interno (e perché no, anche al suo esterno) un incredibile patrimonio monumentale. Le numerose opere di restauro, che hanno portato il Castello di Oria a splendere come un tempo, sono state compiute dalla famiglia Romanin – Caliandro.

Durante i lavori di restauro, durati 3 anni, sono stati rispettati tutte le forme e le architetture della fortezza, senza che l’originalità e il valore ne venissero intaccati.


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1 commento su “Castello di Oria, il “Vascello natante nell’aria”

  1. GiovanniLeone ha scritto:

    Sapevo che è di proprietà privata

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