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Castello di Massafra, fortezza a strapiombo sulla Gravina

“Di epoca normanna, il maniero conserva tutt'ora un fascino senza precedenti.”
Castello di Massafra, fortezza a strapiombo sulla Gravina

Imponente e a strapiombo sulla Gravina San Marco, il Castello di Massafra rientra a pieno titolo nelle antiche fortezze tipicamente pugliesi.

Sebbene non si sappia con esattezza la data della sua costruzione, ciò che è certo è che questo maniero sia stato fortificato durante la dominazione normanna. Inizialmente facente parte di un grande feudo che nel 1080 fu assegnato a Riccardo Senescalco, il castello di Massafra è anche passato sotto il controllo di Carlo D’Angio, che lo diede a sua volta a Oddone di Soliac.

Storia del castello di Massafra

Passato di mano in mano alle famiglie feudatarie della zona, i primi interventi di ristrutturazione e al tempo stesso di modifica avvennero nel 1497, quando i Pappacoda aggiunsero alla fortificazione nuovi bastioni e nuove mura, contribuendo in maniera notevole al suo abbellimento.

Per quasi due secoli, poi, il castello di Massafra non fu interessato da modifiche strutturali fin quando, nel primi anni del ‘700 fu costruita la torre ottagonale che si affaccia proprio sulla Gravina, contribuendo, tra l’altro, a rendere l’architettura del maniero molto originale.

Di forma quadrilatera con quattro torri ai lati, il castello di Massafra, come anticipato, ha delle caratteristiche comuni ad altri castelli pugliesi (sotterranei, passaggi segreti, fossato, rampa, archi ogivali, scuderie e stanza delle torture). Alcuni crolli, come quello del 1962 della torre sud-est, non hanno permesso di esplorare la fortezza in tutto il suo splendore: non è di certo un segreto che molte stanze siano rimaste inesplorate poiché bloccate da detriti e macerie.

Precedentemente lasciato in uno stato di abbandono (nel 1985 franò anche una parte del parapetto), il castello di Gravina, dopo un intervento ad opera della Sovrintendenza, ha in fase di esecuzione un organico piano di restauro e costruzione che potrebbe portarlo ai fasti di un tempo.

Al momento, invece, gli ambienti sicuri presenti al suo interno ospitano la sede della Biblioteca civica e il Civico museo storico-archeologico della civiltà dell’olio e del vino.


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