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Castello di Lucera, le rovine della bellezza di un tempo

“Il castello-residenza voluto da Federico II di Svevia, nasconde tra le sue rovine reperti archeologici di inestimabile valore.”
Castello di Lucera, le rovine della bellezza di un tempo

Disseminati nel meridione, in particolar modo in Puglia, si trovano i resti di quello che fu il Regno Normanno Svevo di Federico II. Residenze di caccia, fortezze di sorveglianza, castelli abitativi e non, depositi e torri sentinelle. Uno di quelli più interessanti è rappresentato dalle rovine del castello di Lucera, a 18 km dalla città di Foggia, verso il preappennino dauno.

Si trattava di un castello-residenza, che per volere di Federico II di Svevia fu eretto intorno al 1233, e vide nel 1269, grazie a Carlo I d’Angiò, l’aggiunta della cinta muraria lunga circa 900 metri. Lucera fu insediamento per numerosi Saraceni che si erano ribellati in Sicilia e furono trasferiti proprio nella città del Gargano, diventando abili guerrieri e artigiani.

Questa zona s’impregnò delle usanze e delle religioni di questo popolo tanto da edificare a Lucera una vera e propria moschea, nonostante il dissenso da parte del clero. Il nobile palatium era molto fastoso, ricco di statue e opere d’arte, ospitava una delle Zecche di Stato e parte del tesoro imperiale.

La trasformazione del castello di Lucera e le influenze arabe

Con la monarchia angioina, dopo la morte di Federico II, l’edificio federiciano venne utilizzato come castello più che come palatium, in quanto doveva fungere come elemento di difesa contro possibili rivolte dei Saraceni, che nei decenni successivi furono sterminati. Intorno al 1300 fu presa da Carlo II, figlio di Carlo I, una soluzione finale nei confronti dei musulmani, con la conseguente distruzione della città.

Oggi dalle sue rovine risulta difficile effettuare una ricostruzione seppur immaginaria dell’edificio originario. Nonostante ciò, il castello di Lucera ha restituito reperti archeologici di notevole importanza, gran parte dei quali si trovano al Museo Civico di Archeologia Urbana Fiorelli di Lucera. Si tratta di ceramiche colorate di origine saracena, e anche di una sepoltura di un guerriero con corredo, risalente alla metà del VII sec. d.C, rinvenuta all’interno della fortezza nel 2004 durante uno scavo.


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