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Le terre a sud di Bari

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Castellana Grotte e il suo complesso speleologico

Castellana Grotte cela nel suo sottosuolo il più importante complesso speleologico d’Italia. La speleologia è la scienza che studia le grotte, la loro genesi e la loro natura.
Le cavità di Castellana Grotte furono scoperte nel 1938 e fino ad oggi ne sono state esplorate circa 3 km, ad una profondità media di 70 metri. La prima caverna che dà il via al sistema sotterraneo è “La Grave” ed è l’unico ambiente collegato con l’esterno. Subito dopo troviamo la “Grotta Nera”, ricoperta di scuri funghi microscopici. Si prosegue poi per i “Cavernone dei Monumenti”, alto circa 40 metri, nel quale sorgono grandi stalagmiti. Appena dopo troviamo “La Cattedrale”, una grande grotta quadrata, tra le più ampie. Proseguendo si trovano altre numerose grotte e caratteristici “monumenti” naturali come la “Madonnina delle Grotte”, una piccola stalagmite contenuta in una nicchia laterale all’interno del “Passaggio del Presepio”, così denominata per l’evidente somiglianza alla Vergine Maria. Si conclude l’itinerario con l’ultima e più bella caverna del sistema sotterraneo, la “Grotta Bianca”, così definita per la ricchezza ed il biancore dell’alabastro, è la grotta più splendente del mondo.

Osservando la mappa di Castellana Grotte, la parte antica, di tipo urbano-medievale, è nettamente distinta dal resto del centro sviluppatosi dal ‘600 al ‘800, posta all’esterno delle vecchie mura e torri, caratterizzata da strade lunghe e parallele. Le stradine della zona storica, convergono in Largo Leone Magno in cui vi si affaccia l’omonima chiesa. Le stesse strade sono ancora lastricate da basolato in locale pietra calcarea, e molte di esse conservano i caratteristici cordoli. Nelle altre numerose vie del centro storico troviamo chiese, palazzi signorili, archi e case bianche.

Tra resti archeologici del centro storico di rilevante importanza troviamo le antiche porte di accesso alla città. Tra le più antiche e conosciute vi era “Porta Grande” con la “Torre delle Armi”, localizzata nell’omonimo largo. Largo Portagrande coincide con il punto più depresso di un ampio bacino pluviale nel quale si aprono le gravinelle, incisioni naturali della roccia calcarea scavate dalle acque meteoriche, tipiche della Murgia.
Altre porte di accesso esistite fino al ‘700 sono “Porta della Gabella”, “Porta delle Olive”, “Porta Pèntini” e “Porta Caroseno”. Nel corso del tempo sono state aggiunte e spostate ulteriori porte a causa dell’espansione del centro abitato.

Castellana Grotte: cosa vedere

Le Grotte
Museo speleologico Franco Anelli

Mappa

Castellana Grotte: come arrivare

44 km a sud-est di Bari lungo le SP100 e SP32

Collegamenti diretti con Bari e Taranto (Ferrovie del Sud-Est)

Collegamenti con Bari e Taranto (Ferrovie del Sud Est)




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