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Canosa di Puglia, importante centro archeologico pugliese

Canosa di Puglia presenta vari itinerari tematici come vari sono i resti del passato che conserva: quello dauno, quello romano, quello paleocristiano, quello medievale. Considerata uno dei principali centri archeologici della regione, leggenda narra che la sua fondazione sia avvenuta ad opera di Diomede.

Tra le varie ipotesi si è supposto che il primo nucleo di Canosa di Puglia sia attribuibile ai greci dato che durante l’impero di Augusto, gli abitanti erano bilingui. Canosa raggiunse il suo massimo splendore nel III secolo a.C., quando accolse i romani scampati alla battaglia di Canne. A testimonianza, sono stati scoperti numerosi ipogei funebri a più stanze dotati di numerose suppellettili. Famosi i vasi policromi oggi conservati nei musei di Napoli, Bari e Taranto ed in numerose collezioni private.

Nel IV sec. d.C., Canosa di Puglia divenne la sede del corrector d’Apulia et Calabria (anticamente la Calabria indicava l’attuale Salento) per via della sua collocazione sugli assi stradali più importanti. L’imponente rinnovamento, contribuì a rendere all’impero parte del perduto vigore e coincise con l’espandersi e il definitivo affermarsi del cristianesimo. Nel VI sec. d.C., parallelamente alla supremazia politico-istituzionale che, per la concentrazione di servizi e interessi collegati all’intera regione, comportò trasformazioni sul piano urbanistico, la capacità e l’attivismo dei suoi vescovi, tenuti in gran considerazione dal Vaticano e chiamati a partecipare a importanti concili e missioni, sia a Roma che nella parte orientale dell’impero, favorì il sorgere di superbi luoghi di culto e di articolati spazi per i defunti. Questa felice situazione raggiunse l’apice sotto l’episcopato di Sabino (514-566), il quale, per l’abbondanza di atti conciliari, di epistole papali e soprattutto per i Dialogi di papa Gregorio Magno (590-566) e una biografia anonima dell’VIII-IX sec. – fonti nelle quali è ricordato come restaurator ecclesiarum – oltre che per l’intensa venerazione di cui fu oggetto dopo la morte, può essere considerato il maggior personaggio storico-religioso dell’alto medioevo pugliese.

Sabino edificò diversi monumenti tra cui: la Concattedrale Basilica di San Sabino (VI sec. d.C.), di cui si potrà ammirare il modulo artistico ed architettonico dalla cupola del transetto destro scoperta negli ultimi anni. Realizzata in opera mista di tufelli e laterizi, avente 33 giri concentrici sino alla chiave di volta, rappresentata dalla croce bizantina in pietra lavica, posta entro un cerchio. Il Parco Archeologico di San Giovanni (VI sec. d.C.), che prende il nome dall’edificio monumentale noto come il Battistero di San Giovanni (VI sec. d.C.), uno dei monumenti attribuiti a S. Sabino (516 – 566), parte integrante di un complesso di edifici cristiani comprendete la Basilica del Salvatore (VII – VIII sec. d.C.) e la Basilica di S. Maria (IV – VI sec d.C.). Il Parco Archeologico di San Leucio (IV a.C. -VI sec. d.C.), collocato su di un collo, scelto dapprima per l’edificazione del più imponente tempio italico dell’Italia meridionale, dedicato alla dea Minerva – Atena Ilias, con il probabile scopo di sancire ideologicamente e politicamente l’alleanza tra i “principi” indigeni e i romani nel 318 a.C. Successivamente, distrutto il tempio a partire dalla fine del V sec. d.C., il colle vide prender forma la straordinaria basilica a pianta centrale – il più grande edificio paleocristiano di Puglia – dedicata inizialmente ai Santi Medici Cosma e Damiano e solo in età longobarda a S. Leucio.

La conquista normanna dell’XI secolo offre a Canosa la possibilità, con la casata degli Altavilla, di recuperare, sia pure parzialmente, l’importanza avuta sotto i Longobardi. I frequenti soggiorni di  Boemondo d’Altavilla lo portano a promuovere un radicale restauro della cattedrale, che forse per suo stesso interessamento viene solennemente consacrata a San Sabino nel 1101 dal papa Pasquale II, convenutovi per un Sinodo con altri vescovi meridionali. Perciò alla sua morte, nel 1111, il principe non può che esservi sepolto, nel Mausoleo che porta il suo nome.

Poco distante dalla cattedrale, si trova la zona degli ipogei Lagrasta il più grande dei quali è composto da nove ambienti. Dal materiale rinvenuto all’interno si è ipotizzato come data di costruzione il IV secolo a.C., ma in epoche successive sono stati riutilizzati. Tra i materiali trovati ci sono statuette di avorio, diademi, anelli, orecchini, piatti coppe e soprattutto vasi.Numerosi gli ipogei nell’abitato di Canosa come:l’ipogeo del Cerbero, con tecnologia videomappig, l’ipogeo D’Ambra, l’ipogeo dell’Oplita, ipogeo Scocchera B e l’ipogeo di Vico San Martino.

Da via Trento e Trieste, attraverso una breve salita si arriva ai resti del castello medievale che incorpora i resti dell’acropoli. Il panorama su questa altura spazia dal monte Vulture al Gargano, ed è visibile gran parte del tavoliere ed il mare.

Nelle vicinanze del municipio, si trova il Museo Civico Archeologico di Palazzo Iliceto dove sono raccolti numerosi reperti provenienti dagli scavi cittadini. In pieno centro vi sono inoltre il Museo archeologico Nazionale, con una esposizione comprendente oltre 450 vasi rinvenuti nell’ipogeo Varrese, tra questi i vasi policromi plastici unici al mondo con il loro colore rosa. In Piazza Vittorio Veneto il Museo dei Vescovi, situato in un palazzo nobiliare appartenente alla prima metà dell’Ottocento e realizzato da una famiglia di origini campane, i Fracchiolla.

In centro anche la domus romana di Colle Montescupolo, esempio di abitazione  romana di età imperiale, dove sono visitabili ambienti come il triclinium, i cubicola e la zona di servizio. Di periodo romano anche le Terme Lomuscio e il Tempio di Giove Toro.

Uscendo dal centro abitato di Canosa di Puglia e dirigendosi verso Cerignola, sul tracciato dell’antica via Traiana si trova l’arco onorario. Costruito in laterizi manca di fregi e della cornice, probabilmente in principio era rivestito di marmi. Le ipotesi sulla sua funzione di origine sono tre, potrebbe essere un monumento funerario a forma di arco, una porta di accesso alla città o un arco trionfale. Proseguendo lungo la via traiana si giunge al mausoleo Bagnoli, un monumento costruito su due piani risalente al II secolo d.C. Sempre sulla via Traiana, si trova il ponte sull’Ofanto, per secoli ha garantito il collegamento tra Canosa e la Daunia, è costruito a schiena d’asino a cinque campate a tutto sesto. Ai piedi del ponte è visibile una passerella in cemento costruita durante la seconda guerra mondiale per garantire l’oltrepassamento del fiume ai cingolati.

Grazie alla Fondazione Archeologica Canosina Onlus per il contributo.

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Cosa vedere a Canosa di Puglia

Una tabella riepilogativa dei principali luoghi di interesse storico, culturale e paesaggistico.

EDIFICI RELIGIOSI
Cattedrale e tomba di Boemondo
Basilica di S.Leucio
EDIFICI STORICI
Resti del castello e dell'acropoli
ARTE E CULTURA
Museo civico archeologico
LUOGHI DI INTERESSE
Ipogei Lagrasta
Arco romano
Mausoleo Bagnoli
Ponte romano sull'Ofanto
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Cartina di Canosa di Puglia

Ecco la mappa navigabile di Canosa di Puglia. Ingrandisci o rimpicciolisci la cartina per trovare i luoghi da visitare e capire come raggiungerli facilmente.

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Come arrivare a Canosa di Puglia

Ecco come raggiungere Canosa di Puglia comodamente con i principali mezzi di trasporto disponibili.

IN AUTO
22 km a sud-ovest di Barletta lungo la SP231;
23 km a sud-ovest di Barletta lungo la SS93;
79 km a nord-ovest di Bari lungo la A14
IN TRENO
Collegamenti diretti con Barletta
LINEE URBANE
Collegamenti con Andria, Barletta e Trani (Marozzi, SAPS, Sitasud, Stp)
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Cosa fare a Canosa di Puglia

Stai pianificando una vacanza a Canosa di Puglia? Scopri dove conviene dormire, dove andare a mangiare e bere.

DOVE MANGIARE


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