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Brigantaggio, tra Valle d’Itria e costa brindisina, un fenomeno dell’800

“La storia ottocentesca della Puglia fu segnata dal fenomeno del brigantaggio, tra lotta sociale e furti.”
Brigantaggio, tra Valle d’Itria e costa brindisina, un fenomeno dell’800

Con la caduta del Regno delle Due Sicilie, verso la fine del Diciannovesimo Secolo, si formò l’Italia, e il sud di questa fu attraversato da un fenomeno a dir poco particolare, quello del brigantaggio. Questi era il risultato di una serie di politiche applicate con superficialità da parte dei regnanti del momento, che costrinsero la popolazione pugliese a muoversi in bande armate dando vita a un movimento ambiguo, storicamente difficile da posizionare.

Le ragioni

La pratica riusciva a compiere un duplice ruolo, positivo e negativo. Permetteva a centinaia di persone, ex lavoratori, gente in fuga, contadini insoddisfatti, di vivere una vita all’insegna del furto e della forza, ma anche di contrastare i nuovi regnanti che, senza offrire protezione alcuna, richiedevano non solo il pagamento di pesanti oboli ma anche servigi che raggiunsero il culmine con l’obbligo della leva militare.

I luoghi del brigantaggio

I boschi e le campagne erano diventati la casa di migliaia di uomini in fuga, con l’intento di tener testa ai Piemontesi, nome con cui era chiamato l’addestrato esercito del nord. Il Bosco delle Pianelle era il prediletto da tutti coloro che praticavano brigantaggio, accogliendo un numero enorme di fuggiaschi tra le sue grotte. Il Sergente Romano, il sui soprannome deriva proprio dall’essere stato un ex sergente dell’esercito borbonico, ha non a caso una caverna a suo nome proprio nella selva vicino Martina Franca. Il sud di Bari era il luogo prediletto per scorribande e scontri contro l’esercito, in particolare l’area tra Brindisi, Grottaglie e Martina Franca, il tutto dietro un preciso studio tattico.

Quindici anni dopo

La regione Puglia si trovò tuttavia ad affrontare una situazione particolare. Una lotta per la sua indipendenza dagli obblighi settentrionali, tuttavia affrontata anche contro buona parte della popolazione locale, che si trovò a contrastare più volte questo esercito nascosto in lotta contro il nord. Poco la volta i suoi sergenti caddero, in battaglie avvenute nell’entroterra brindisino e barese, tra quelle selve che li avevano protetti per anni. Il fenomeno durò un totale di circa quindici anni, segnando non solo la geografia e la situazione sociale del Mezzogiorno, ma anche campi e boschi, marchiati dal passaggio di predoni e guerriglieri in continua lotta non solo contro i loro nemici ma anche contro la fame, la sete e i loro istinti più umani.


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