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Bari, amico a quattro zampe per i bimbi in Oncoematologia

“Grazie alla pet therapy in corsia i piccoli pazienti tornano a sorridere durante la degenza in ospedale.”
Bari, amico a quattro zampe per i bimbi in Oncoematologia

I piccoli pazienti del reparto di Oncoematologia pediatrica del Policlinico di Bari hanno ricevuto nei giorni scorsi una morbida sorpresa. Si tratta di Maya, una cagnolina entrata da poco a far parte del progetto “Pet care” fortemente voluto dall’associazione Apleti e Vir labor. L’obiettivo è far sorridere i bambini costretti alla degenza in ospedale per sottoporsi alle cure.

Come è nato il progetto di pet therapy

Come racconta Giovanna Natile, direttrice amministrativa di Apleti, “i primi cani del progetto di pet therapy sono stati due labrador, Megan e Perla, e adesso si è aggiunta Maya che ha fatto impazzire i bambini; è simpaticissima, rotola e fa ridere”.

Il progetto ha preso forma nel 2018 grazie a due operatori cinofili comportamentisti, Teo e Alessandra: anche il loro piccolo era ricoverato nel reparto, quindi hanno avuto modo di sperimentare gli effetti benefici della pet therapy in prima persona. Dopo le dimissioni del figlio, i genitori hanno deciso di mettere le loro competenze al servizio di questa importante iniziativa.

Cani in corsia per curare i bambini

“Una volta alla settimana, di mercoledì, i cani vengono nella clinica, in uno spazio adibito. Scende un bambino per volta – vengono prima verificate le sue condizioni di salute – e partecipa alla seduta di pet therapy con i due operatori cinofili, un medico e una psicologa“. L’addestramento del cane serve proprio a farlo entrare in sintonia con i piccoli pazienti: i cani in corsia amano giocare, si lasciano accarezzare, non lasciano deiezioni e non abbaiano. “Il cane arriva con un trasportino e prima di ogni seduta viene lavato, viene controllato da un veterinario e c’è massima pulizia”, sottolinea la direttrice.

La gioia dei bambini è palpabile: non solo giocano insieme agli animali, ma controllano anche i loro battiti con lo stetoscopio e li portano a passeggio.

Bambini tristi che rimanevano nelle loro stanze, senza socializzare, con i cani si “sciolgono” completamente“. La direttrice di Apleti non può fare a meno di raccontarlo. Una volta dimessi, poi, esprimono ai genitori il desiderio di avere un cane, e allora viene loro consigliato quale razza prediligere in base alle esigenze del bambino che gli operatori comportamentisti hanno valutato nel corso della terapia in corsia. “Il prossimo passo, dopo aver ricevuto tutte le autorizzazioni del caso, sarà portare i cani all’interno delle stanze”.

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