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Le donne che spaccano il cielo.
Questo il titolo dello spettacolo che, mercoledì 27 novembre, andrà in scena all’Auditorium comunale dell’Assunta di Trinitapoli per celebrare la giornata internazionale contro la violenza sulle donne.
Il recital, scritto e diretto dall’autore Gerardo Russo, vedrà interpreti sulla scena gli alunni delle scuole medie e superiori della città casalina – Direzione Didattica statale Don Milani, Istituto Comprensivo Garibaldi-Leone e I.I.S.S. Scipione Staffa – affiancati da un’artista d’eccezione: Barbara De Rossi.
L’intento è quello di sensibilizzare il pubblico, in modo particolare le giovani generazioni, intorno ad un tema di stringente attualità come quello della lotta alla violenza sulle donne, attraverso i diversi linguaggi dell’arte teatrale, dai quadri di danza, alla musica dal vivo sino alle toccanti parti recitate.
Meritano una menzione speciale i dirigenti scolastici che hanno aderito al progetto – Giulio di Cicco, Roberta Lionetti e Ruggiero Isernia – che hanno colto l’importanza di spronare gli studenti a riflettere su tematiche impegnative, facendoli cimentare nel linguaggio teatrale.
Il recital è frutto di un’iniziativa dell’associazione culturale “Rush Strategie & Eventi” di Luca e Piero Russo, in collaborazione con il Comune di Trinitapoli e l’Assessorato alle Pari Opportunità. Al termine dello spettacolo teatrale, per ricordare questa giornata, sarà inaugurata in via Vittorio Veneto una panchina realizzata dall’Osservatorio Giulia e Rossella, centro antiviolenza onlus di Barletta, che sarà autografata proprio dall’attrice Barbara De Rossi.
Fra le attrici più apprezzate del panorama cinematografico e teatrale del nostro Paese, Barbara De Rossi, negli ultimi anni, ha dedicato il suo lavoro sulla difesa delle donne. Reduce da una dolorosa esperienza personale (lei stessa ha subito maltrattamenti dal suo ex compagno), l’artista ha deciso di impegnarsi in prima persona nella lotta contro la violenza, spesso consumata fra le mura domestiche, incoraggiando le donne a denunciare i rispettivi compagni o familiari che infliggono loro le peggiori sofferenze.