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Autistici, a Brindisi è in progetto una struttura per i trattamenti

“Il progetto per i ragazzi autistici approvato da Brindisi dovrà ricevere l'ok anche dalla Regione e dalla Asl.”
Autistici, a Brindisi è in progetto una struttura per i trattamenti

Gli affetti dal disturbo autistico di Brindisi potranno presto avere una struttura a loro dedicata all’interno della quale sottoporsi ai trattamenti necessari. Questa l’ultima decisione del consiglio comunale, che ha deciso di offrire all’Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici (Angsa) e a “Il bene che ti voglio”, entrambe organizzazioni attente alle esigenze delle famiglie che hanno in caso un soggetto affetto dal disturbo dello spettro autistico, l’edificio “Ferrante Aporti”.

L’autismo, la cui definizione più appropriata sarebbe quella di disturbo dello spettro autistico, è un disturbo del neurosviluppo che coinvolge le aree del linguaggio e comunicazione; dell’interazione sociale; degli interessi ristretti e stereotipati e può esordire intorno ai primi 3 anni di vita di un bambino.

La lodevole iniziativa del comune brindisino, che intende dare una mano a tutte le famiglie colpite dallo spettro autistico, prima di essere messa in pratica dovrà godere del benestare dell’approvazione della Regione e della Asl locale.

Le famiglie interessate, solo nel comune di Brindisi sono circa 400. Questo nuovo progetto permetterebbe loro un po’ di serenità, in quanto ad oggi per i trattamenti Aba sono costretti a rivolgersi ad enti privati o comunque lontani parecchi chilometri da casa, recandosi nelle strutture pubbliche di Bari, Lecce o Taranto. Queste soluzioni, però, stanno diventando insostenibili per parecchi genitori che hanno accolto la richiesta del Consiglio con gioia e speranza.

I trattamenti Aba per i ragazzi autistici

Ad oggi le persone affette dallo spettro autistico vengono sottoposte al trattamento di Applied Behavioral Analysis, comunemente noto con il nome del suo acronimo, Aba.

I soggetti che vengono trattati con l’Aba sono sottoposti ad un insieme di procedure di intervento intensivo precoce, che applica i principi comportamentali. Questo procedimento consiste nel raccogliere una serie di dati basati sull’analisi comportamentale del bambino affetto d’autismo. In base all’esito di questa analisi viene poi deciso come intervenire e con quale frequenza.

Frequenza che non dovrebbe essere più un problema nel caso in cui la Asl e la Regione trovino un punto d’incontro.



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