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Arte nel cuore di Corato, la mostra Bunker è salvezza e pericolo

Bunker
Evento
Bunker
Località
Corato (BA) - via La Pergola, 11
Data/periodo
dal 25 apr all'1 mag 2018
Orario
ore 19:30
Informazioni

In occasione del 25 aprile, Festa della Liberazione d’Italia, in via Lapergola a Corato, in provincia di Bari, sarà inaugurata Bunker, la mostra personale di Michele Giangrande curata da Alexander Larrarte, realizzata grazie a CoArt Gallery con il patrocinio del Comune di Corato con il contributo critico di Giusy Caroppo e Roberto Lacarbonara.

Una mostra d’arte contemporanea si prepara a invadere i cunicoli che permeano il sottosuolo di Corato, tra le strette pareti e i ricordi di un lontano passato: un’intera operazione che sorge in contrasto con i caratteristici metodi con cui si è soliti fare arte, preservandone comunque dettami e significati alla base. L’ingresso è una piccola porta in metallo a livello della strada, la quale porterà ad una scala ripida diretta verso le profondità della terra. Una cornice d’impatto che permetterà di vivere appieno le opere celate tra le ombre del sottosuolo, tutte realizzate per l’occasione e opportunamente studiate, che potranno essere analizzate sia singolarmente che come parte di un unico grande macro progetto. L’obiettivo è far immergere gli spettatori in una particolare atmosfera, il tutto grazie anche alle musiche di Stefano Ottomano e dalla scenografia di Angela Varvara.

Michele Giangrande si conferma un grande artista concettuale, capace di muoversi ed esprimersi liberamente nel mondo dell’arte contemporanea. Il percorso Bunker di Corato è dedicato a tutte le vittime senza nome di quelle guerre che hanno colpito individui innocenti, a tal riguardo nessuna delle creazioni realizzate ha un titolo.

Bunker rappresenta una complessa operazione dove luoghi del passato come i percorsi sotterranei che univano attraverso cunicoli e percorsi chiese e monasteri incontrano il cemento armato, consolidandosi. Ognuno di quei passaggi ha cambiato col tempo la sua funzione, divenendo un vero e proprio bunker, un claustrofobico luogo di salvezza dove tutti possono trovare rifugio. Qui l’artista non è solo il creatore delle opere ma anche catalizzatore di una scena dove il pubblico passa da spettatore a protagonista, iniziando a chiedersi se quel luogo di salvezza non sia in realtà una condanna.

L’intero progetto sarà documentato da un film documentario diretto da Alessandro Piva, documentazione fotografica di Marino ColucciSfera.

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