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MELENDUGNO – Dopo il crollo dell’arco di Sant’Andrea la Puglia non resta a guardare mentre il mare ridisegna, talvolta con violenza, i suoi confini. Nella giornata di ieri il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro si è recato personalmente a Torre Sant’Andrea e Torre dell’Orso per un sopralluogo operativo insieme al sindaco Maurizio Cisternino. L’obiettivo è chiaro: trasformare l’onda emotiva di questo “addio” in una strategia concreta di protezione per tutto il litorale pugliese.
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Il messaggio di Decaro è lucido e assertivo: l’erosione è un fenomeno naturale, esasperato dai cambiamenti climatici e da eventi estremi come la recente coda del ciclone Oriana. Se bloccare la forza del mare è un’utopia, rallentarla e limitare i danni è un dovere. “Abbiamo perso un simbolo identitario proprio nei giorni di San Valentino”, ha sottolineato il Presidente della Regione Puglia, “ma questo deve essere il punto di partenza per una nuova consapevolezza. Gli interventi realizzati in passato non bastano più: servono opere di protezione moderne e continue”.
La Regione Puglia scende in campo con un kit di strumenti pronti all’uso per i sindaci del territorio.
Il sopralluogo all’arco di Sant’Andrea si è concluso con una riunione operativa nel Comune di Melendugno. Non si è parlato solo di Sant’Andrea, ma di tutte le aree critiche della regione. La prospettiva è quella di una gestione strutturale del territorio: una Puglia che accetta la sfida del clima e investe sulla resilienza della sua costa.
La sicurezza dei cittadini e la tutela del paesaggio diventano così le priorità di un’agenda politica che guarda ai prossimi dieci anni. L’Arco di Sant’Andrea non potrà essere ricostruito, ma la sua caduta sta servendo a proteggere tutto ciò che ancora rende magica la nostra terra.
Data: 17 Feb 2026
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