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Xylella, 2223 ulivi dissequestrati in Salento

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2223 ulivi: questi i numeri degli alberi interessati, per i quali è stato revocato l’ordine di abbattimento nell’ambito del piano di interventi anti-xylella. Lo ha stabilito ieri la Procura di Lecce, dando seguito a una decisione meditata da mesi, almeno da febbraio, quando è venuto meno lo stato di emergenza varato dal governo e, dunque, il periodo di commissariamento. Gli ulivi erano stati sottoposti a sequestro il 18 dicembre scorso con decreto urgente a firma dei pm Elsa Valeria Mignone e Roberta Licci e del procuratore della Repubblica di Lecce Cataldo Motta, poi convalidato dal gip Alcide Maritati. “Vogliamo evitare equivoci. Durante i mesi del sequestro, chi poteva fare qualcosa non lo ha fatto. Cosa succede ora? Spero che la Regione prenda delle decisioni” ha spiegato il procuratore Motta senza mezzi termini.

Il procuratore Motta: “Ora la Regione prenda delle decisioni”

“L’Osservatorio fitosanitario-spiega la premessa-in vigenza di quanto disposto nelle diverse ordinanze del Tar e del Consiglio di Stato, nonché del decreto di conferma dell’ordinanza di sequestro emessa dalla Procura della Repubblica di Lecce e nelle more della pronuncia da parte della Corte di Giustizia Ue, non può disporre l’estirpazione delle piante infette e delle piante ospiti presenti nel raggio di cento metri dalle piante infette”. Nell’inchiesta sono coinvolte 10 persone, tra cui l’ex commissario straordinario per l’emergenza Xylella, Giuseppe Silletti, ricercatori e funzionari della Regione Puglia. La restituzione è collegata alla cessazione-secondo la Procura-dello stato di emergenza, all’avanzamento della ricerca, con l’avvio di una task force regionale con approccio multidisciplinare e agli spiragli concessi dalla Corte di Giustizia europea rispetto a una possibile modifica delle determinazioni Ue. In cantiere c’è un tavolo con il governo, necessario innanzitutto per meditare la risposta che entro metà settembre dovrà giungere a Bruxelles, contenente le controdeduzioni alla missiva di messa in mora. Sicuramente si punterà sul monitoraggio della zona cuscinetto e di quella di contenimento a cavallo delle province di Lecce e Brindisi, dove entro ottobre si conta di passare dagli attuali 3mila a 180mila ettari ispezionati.


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