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Tracce di action painting e filosofia: la pittura di Michele Riefolo a Barletta

Dallo studio dei dipinti di famosi pittori rinascimentali come Piero della Francesca e Leonardo da Vinci fino ad una nuova metodologia di raffigurazione su tela o tavole in legno che passa dai colori a tempera, ad acrilico, finendo con quelli ad olio che diventano tra i preferiti. E’ l’avventura artistica del barlettano Michele Riefolo, artista contemporaneo classe 1976 protagonista in tempi recenti di numerose rassegne espositive tra Roma, Bologna, Reggio Emilia, Gaeta, Barletta, Trani, Bari, Milano e Minturno.

Le sue opere richiamano le teorie sull’arte di Winckelman

Una passione nata a Barletta, coltivata a Bari, dove ha proseguito gli studi presso il liceo artistico, e maturata a Foggia, con l’iscrizione all’Accademia delle Belle Arti, con una formazione completata a Bari, dove è risultato i migliori del suo corso di pittura da lui frequentato. “Rilievi policromi” si potrebbero definire i lavori di Riefolo. Sensazioni e pensieri vengono fermati una volta per sempre con olii ispessiti liberati dall’oppressionismo mentale in cui sono radicati. Lo scorrere del colore rimaneggiato con le dita crea onde voluttuose e corpose esprimendo la vitalità di alcuni viaggi che lo ispirano; rossi e gialli largiscono libertà trovando ispirazione da elementi naturali: acqua, terra, fuoco e vegetali che nella rappresentazione dell’umano sono quasi sempre posti come una culla. Gli elementi sono l’archè, il principio a cui tutti i filosofi si sono ispirati, mosso da questo prologo, l’artista ‘filosofeggia con pennelli’ esprimendo, in fondo, parte di sé, del proprio trascorso, della propria cultura. Di fronte ad un tela vuota rompe i canoni cercando sempre un equilibrio di colori/forme, positivo/negativo. Se l’importanza concettuale e simbolica viene celata in ogni lavoro e resta custodita nella mente di Refolo, lo spessore del colore o perlomeno la luce dei suoi olii non scompaiono. I suoi lavori non terminano e non iniziano, sono concentrati di impasti cromatici delimitati dalle dimensioni del supporto che è il solo che barriera la resa finale.

Il suo debutto con il pubblico risale al 1995, quando partecipa al “Premio Via Nazareth” promosso dal Comune di Barletta. In tale situazione presenta opere illustrative di “singolari” personaggi urbani che sembrano disegnati e proiettati nello spazio. Nei primi anni 2000 Riefolo ha messo a punto le prime strutture modulari a pannello, proprie di una “scacchiera aperta”, nelle quali confluiscono parametri geometrici e matematici che gli permettono di realizzare una pittura progettuale di nuova concezione espositiva. Queste sue opere sono definite da galleristi e collezionisti “Draughboard” (tiro del bordo ampliato); composizioni a ”scacchiera allungata, ” dove le pedine e le figure multiformi, sono disegnate, tracciate, allungate, distese e poi volutamente spaziate in vuoti geometrici regolari, che richiamano le teorie sull’arte di Winckelman. Tra i materiali utilizzati ci sono tinte a olio, acrilici, smalti tempere, polveri, vernici industriali, pennelli, rulli, metalli, legno e altri elementi naturali. Le cromie orange, bianche e verdi, ricordano la tecnica dell’Action Painting di Jackson Pollock, ma nella “Draugboard Art”, d’ispirazione nordamericana, Riefolo intreccia i suoi sogni di artista con i desideri emozionali dei suoi collezionisti, che vedono nelle sue opere sia la gioiosa avidità del colore che la dinamicità delle strutture.


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