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Taranto, Renzi contestato in occasione della visita al MarTa

A due anni dalla sua prima visita al MarTa, l’arrivo del premier Matteo Renzi a Taranto è stato accolto da diverse decine di manifestanti che sono partiti dal cuore di Piazza Garibaldi e hanno cercato di dirigersi all’ingresso dell’edificio, dove sono stati respinti dalle forze dell’ordine. “L’attenzione su Ilva deve esser molto chiara-ha spiegato Renzi prima dell’incontro con il ministro Dario Franceschini-noi abbiamo a cuore la salute dei cittadini, la politica per anni non ha fatto il suo lavoro e noi stiamo facendo gli straordinari per recuperare, ma ci vuole uno sforzo collettivo. Io mi prendo gli insulti, non ho paura, ma mi sta a cuore che Taranto tenga insieme il sacrosanto diritto alla salute con il sacrosanto diritto al lavoro”.

Sul tavolo della protesta l’Ilva, la questione ambientale e i decreti del governo

A far da sfondo alla protesta un grande striscione con la scritta “Ci stanno ammazzando” e con sotto tre passeggini vuoti. “Il decreto Ilva è contro Taranto, contro i cittadini, contro i lavoratori”, hanno urlato a più riprese i manifestanti prendendosela con il premier ma anche con i sindacati confederali: “Sono suoi complici e vogliono farsi il loro incontro invece di indire uno sciopero nella giornata di oggi”, è stato sottolineato dal presidio di protesta.

Renzi era approdato nella città dei due mari per firmare il contratto di sviluppo per Taranto (Cis), un pacchetto di investimenti da 850 milioni di euro per porto, bonifiche e altri progetti sulla città. Ad accoglierlo ha trovato circa 200 persone fra ambientalisti, rappresentanti di movimenti e associazione e Slai Cobas. “Via da Taranto” e “assassino” gli slogan più gettonati di una protesta alla quale hanno preso parte anche alcuni delegati del Movimento 5 Stelle, con l’eurodeputata Rosa D’Amato e l’associazione ‘Genitori tarantini’.

A commentare l’incontro e le proteste anche il Governatore della Regione Puglia, Michele Emiliano: “Gli 850 milioni del Contratto istituzionale che oggi il Presidente Renzi valorizzerà con la sua firma, sono ovviamente la storia dell’attività della Regione, precedente alla mia Amministrazione e rispetto alla quale la Regione Puglia ha chiesto insistentemente al Governo, che ringrazio pubblicamente, che si arrivasse alla firma del Contratto, proprio per velocizzare tutte queste operazioni che pendevano dagli anni passati; essendo state realizzate tutte con fondi nazionali e comunitari in un periodo che va dal 2009 al 2013. La stessa cosa – ha spiegato Emiliano – per i 115 milioni di euro, che fanno parte degli 850, che furono stanziati tra il 2008 e il 2012 e che devono essere utilizzati per le bonifiche. Quindi, noi abbiamo un quadro passato, sul quale c’è stato un grande lavoro nell’ultimo periodo. La stessa accelerazione dei lavori del porto costituisce per noi tutti un’importantissima opera che dobbiamo al Ministro Delrio e all’armonia con la quale hanno lavorato Regione Puglia e la Presidenza dell’ Autorità Portuale”.

In agenda restano 900 milioni di ulteriori progetti già in stato avanzato, che probabilmente “potremmo realizzare-ha spiegato Emiliano-se avessimo qualche soldino in più o se il Patto per il Sud fosse un po’ più simile a quello del passato. Comprendo, tuttavia, che la situazione della finanza pubblica non consente a nessun Governo di stanziare nuove somme, se non in piccola parte, per le necessità di questa Provincia”.


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