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Statua della Dea Minerva in pietra leccese. Nuovi ritrovamenti a Castro

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Importanti ritrovamenti di grande valore artistico a Castro, nel centro storico della località “Capanne”. Grazie agli scavi archeologici di questi giorni, condotti dalla Soprintendenza per i Beni archeologici della Puglia, dopo il busto e la mano della statua della dea Minerva, è stato rinvenuto dall’equipe di archeologici anche il braccio destro della dea guerriera.

Uno straordinario ritrovamento che lascia ben auspicare sul completo ritrovamento della statua, ed in particolar modo sul recupero della testa della colossale scultura, una statua in pietra leccese alta più di tre metri e risalente al IV secolo a.C. Dagli studi si pensa che la dea fosse raffigurata con il braccio destro lungo in fianco ed il sinistro alzato a sostenere una lancia.

I reperti finora rinvenuti sono conservati all’interno del Castello di Castro, trattati in modo che la pietra perda l’umidità acquisita in questi anni e che si possa procedere ai lavori di restauro.

La dea Minerva

Divinità romana della guerra e della saggezza, associata ad Atena, suo corrispettivo nella mitologia greca.

Leggenda vuole che Giove mangiò la sua prima moglie Metida quando rimase incinta perchè gli fu predetto che un eventuale figlio l’avrebbe superato in saggezza e potenza. Tuttavia questo gesto non scongiurò la nascita, difatti al momento del parto Giove fu preso da un tale dolore alla testa che chiese al dio Vulcano di aprirgli la testa con un colpo d’ascia pur di far cessare questo dolore lancinante, dando in tal modo alla luce appunto Minerva, già adulta e armata di elmo, scudo e asta, pronta dunque alla guerra.

Alla luce dei fatti Giunone, gelosa di Giove, si lasciò ingravidare da un fiore, e così nacque Marte, il vero dio della guerra, una sorta di alter ego di Minerva. Quest’ultima è si dea della guerra ma di quella “giusta”, ossia dovuta a giuste cause, una dea della lealtà nella battaglia nonchè tutrice della libertà cittadina.

Le connessioni con l’Eneide di Virgilio

Gli studi condotti lasciano pensare che i luoghi nei quali sono stati ritrovati i reperti siano riconducibili alla rocca con il tempio di Minerva, dove sbarcò Enea, eroe progenitore di Roma, in fuga dalla distruzione della città di Troia. La descrizione del luogo giunge a noi dall’Eneide, il celebre poema epico scritto dal sommo poeta latino Virgilio. Si narra infatti che l’eroe, approdato sulla costa, vide dal mare un tempio dedicato appunto alla dea Minerva.

La certezza è quella di aver scoperto un’opera sontuosa del passato, con una storia tuttavia ancora tutta da confermare.


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