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Spina e il Pd, a Bisceglie il caso-tessere dà vita a una “gif” animata

francesco-spina-sindaco

Dall’agone politico a quello del web il passo è breve. E così il caso-tesseramenti nelle fila del Partito Democratico per la Bat si allarga alla sfera dell’ironia. I rumors sono vivi dallo scorso lunedì, quando un articolo dell’Huffington Post ha rilevato che a dicembre sono state 363 le persone che nella città della provincia Bat (Barletta-Andria-Trani) hanno compilato on line la domanda per entrare nel Pd. Primo cittadino, assessori, consiglieri comunali, dipendenti dell’Ente, amici, parenti e conoscenti: ci sono tutti nella lunga lista degli aspiranti democratici che ora stanno dando qualche grattacapo ai dirigenti del partito pugliese. Numeri elevati, per un’amministrazione provinciale eletta con il centro-destra. Nel mirino delle ironiche menti della rete è finito il presidente della provincia Francesco Spina, protagonista involontario di una “gif” animata che chiede quale potrebbe essere il suo prossimo partito.

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Nella mattina di ieri si è tenuta intanto la seduta del Consiglio provinciale di Barletta-Andria-Trani. Ad inaugurarla una lunga discussione sull’attuale situazione politica, emersa in seguito alla nota congiunta, diramata nella mattinata di ieri, a firma del Presidente della Provincia Francesco Spina e di sei Consiglieri provinciali di maggioranza. Nota con la quale i sei Consiglieri provinciali rimettevano nelle mani del Presidente le rispettive deleghe, ed il Presidente Spina aveva preannunciato di presentarsi dimissionario nell’assise consiliare. «Il Consiglio provinciale di oggi registra due risultati importanti. Il primo consiste in un successo di carattere politico del sottoscritto. Nonostante la larga astensione di Consiglieri provinciali di centrodestra e l’abbandono dell’aula anzitempo da parte del Consigliere provinciale di Forza Italia Andrea Minervino, la seduta si è regolarmente svolta-ha spiegato Spina in una nota ufficiale- Il secondo successo è rappresentato dal giudizio amministrativo decisamente positivo rispetto all’operato della mia amministrazione provinciale in questo anno e mezzo; giudizio espresso quest’oggi dalla minoranza e fino a qualche giorno fa dal resto dei Consiglieri provinciali, oggi assenti.

A chi mi giudica per la mia adesione al Partito Democratico, ricordo solo che si tratta di una scelta naturale: forse qualcuno dimentica che nello scorso mese di aprile fui il coordinatore di due liste civiche del candidato Presidente Michele Emiliano, che, fino a prova contraria, è il Segretario regionale proprio del Partito Democratico. Sono disposto a formalizzare le mie dimissioni unitamente a quelle di tutti gli altri Consiglieri provinciali; se questo dovesse accadere, sono disposto a recarmi dal Prefetto già domattina per lo scioglimento dell’ente. In questo modo, i prossimi tavoli e le prossime decisioni urgenti in materia ambientale cui questa Provincia è chiamata, dalla cementeria di Barletta alla discarica di Trani, non saranno assunte. E non saranno prese decisioni sul futuro del Centro Ricerche Bonomo di Andria e dei suoi lavoratori, sulla riorganizzazione del personale della Provincia entro il 31 gennaio o, ancora, sul garantire servizi ai cittadini come l’assistenza specialistica scolastica per gli studenti diversamente abili.

Ricordo inoltre che i debiti fuori bilancio oggi erano all’ordine del giorno della seduta sono in parte frutto della precedente amministrazione provinciale; ma sono anche relativi al settore Lavori Pubblici ed Infrastrutture, di cui il Consigliere provinciale di Forza Italia (Andrea Minervino), deteneva la delega fino a questa mattina. Questi debiti fuori bilancio non sono stati riconosciuti perché il Consigliere di Forza Italia Minervino ha abbandonato l’aula e gli altri Consiglieri di centrodestra che ne avevano la responsabilità non si sono presentati.

Questa volta non attenderemo imboscate ai danni dei cittadini, come invece accaduto tre anni fa a Bisceglie, con gli stessi protagonisti. Chi vuole arrecare danni alle comunità, con lo scioglimento dell’ente, lo deve fare, come accaduto a Bisceglie, presentando le proprie dimissioni, accanto alle quali ci sarà la mia, prima davanti al Segretario Generale poi davanti alla Prefettura competente, in modo da dirimere la questione e nominare eventualmente un Commissario».


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