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Salento, ecco il Distretto Turistico: firmato il protocollo d’intesa

Potenziamento dell’offerta turistica su scala nazionale e intercontinentale, miglioramento della rete interna, potenziamento dell’efficienza e dell’organizzazione dei servizi offerti e più garanzie per le imprese che operano nel settore. Sono questi i punti cruciali del protocollo d’intesa per creare il Distretto turistico del Salento, sottoscritto ieri a Lecce. Un processo fortemente voluto dal prefetto, Claudio Palomba, che dovrebbe consentire all’intera provincia di trasformarsi in una grande zona a ‘burocrazia zero’ per le imprese del settore, alla cui firma hanno presenziato il governatore della Regione Puglia, Michele Emiliano, il Presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone, il sindaco del capoluogo, Paolo Perrone, e il numero uno della Camera di Commercio, Alfredo Prete.

Tutti i comuni dell’area leccese interessati, obiettivo burocrazia zero. Rimini è il modello

Al progetto hanno chiesto di aderire tutti i 97 comuni della provincia di Lecce e 41 associazioni di categoria. Chiaro l’intento: rendere il Salento un’area a burocrazia zero. I Comuni che faranno parte del Distretto potranno offrire alle imprese del territorio grandi agevolazioni di natura amministrativa, fiscale e finanziaria e maggiori opportunità di investimento e accesso al credito, oltre che godere di una semplificazione dei rapporti con le pubbliche amministrazioni. Un’idea “presa in prestito” da quanto già succede a Rimini, sebbene con enormi differenze, soprattutto in termini di ricettività. A Rimini alberghi e hotel, grandi e piccoli, sono 2.400, 1.200 concentrati in città. Si tratta della metà di tutte le strutture ricettive dell’intera Emilia Romagna.

“La costituzione del distretto turistico- il commento del governatore regionale Emiliano- è in una fase abbastanza avanzata: ci sono decine e decine di sindaci che sono pronti ad entrare in questo processo interessantissimo, non solo per la Puglia ma credo per tutto il Mezzogiorno d’Italia. Si tratta, finalmente, di cominciare a ragionare sul turismo per aree vaste, coinvolgendo i sindaci e tutti gli operatori del settore. È un lavoro non facile, ma secondo me, molto fruttuoso, perché il patrimonio straordinario che il Salento costituisce, non solo per se stesso, ma per la Puglia intera e per l’Italia, va salvaguardato con l’organizzazione”.


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