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Regione Puglia contro le lobby: approvata la legge regionale

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La Regione Puglia si difende dall’ombra delle lobby e delle pressioni esercitate direttamente o indirettamente. Nel pomeriggio di ieri è diventata infatti ufficiale l’approvazione da parte della Giunta regionale del disegno di legge che disciplina l’attività di lobbying presso i decisori pubblici. “Il lobbying – ha spiegato il governatore Michele Emiliano nel corso di una conferenza stampa – è quell’attività legale di informazione e sollecitazione alla Pubblica amministrazione da parte di privati in ragione dei propri interessi. Tale attività è lecita nel nostro Paese, però, in mancanza di regolamentazione, sovente dà luogo a distorsioni che rovinano l’immagine sia della Pubblica amministrazione che dei privati, nel momento in cui viene esercitata senza cautele. Una Regione può legiferare dettando delle regole, che non hanno tecnicamente sanzioni di natura amministrativa o penale per ragioni di competenza costituzionale, ma che determinano la legittimità dell’agire e quindi possono essere rilevanti ai fini dell’individuazione di sanzioni da parte di altri organi, compresa la determinazione delle attività sottoposte a tutela penale. Quando un’attività viene regolamentata, dev’essere effettuata in quelle forme, altrimenti possono esserci situazioni di illegittimità di tipo amministrativo, contabile o penale che potrebbero avere un determinato rilievo”. La legge consente peraltro la “sanzione politica”, perché sarà possibile dare un giudizio da parte ad esempio del Consiglio e della Giunta su condotte che dovessero essere non conformi a questo disegno di legge. Quello che sino ad oggi era semplicemente un monito politico è diventato oggi un disegno di legge al quale, in caso di approvazione in Consiglio regionale, tutti gli uffici regionali dovranno attenersi.

Da definizione, l’attività di pressione delle lobby, quando viene esercitata in maniera indebita sui decisori politici o sui decisori amministrativi provoca danni, reati, sprechi, in generale poca trasparenza e poca imparzialità della Pubblica amministrazione. La Regione Puglia si era impegnata, adottando il programma, a contrastare l’attività non corretta delle lobby. “Questa attività sarà conoscibile da tutti i cittadini tramite l’Agenda pubblica dei decisori che, evidentemente-rincara Emiliano-dovranno ricevere queste persone sapendo che chiunque potrà controllare la loro attività e soprattutto collegando a queste attività di lobbying dei codici di condotta. Codici che vanno rispettati almeno dal punto di vista della pubblica amministrazione e che potrebbero trasformarsi per i pubblici ufficiali in sanzioni disciplinari. Ovviamente si tratta di un esperimento, siamo tra le prime regioni italiane ad adottare una legge come questa, la prima che prevede l’Agenda pubblica conoscibile da parte di tutti. Questi elementi aumenteranno la possibilità di tutta la comunità di conoscere quello che accade in palazzi nei quali la trasparenza non è stata sempre assicurata e non era esigibile, non poteva essere richiesta da parte di chiunque sulla base di una legge”.

“La legge sul Lobbying è una pietra miliare del nostro programma di governo – ha sottolineato il presidente – L’avevamo detto e lo abbiamo fatto. Questa norma serve a distinguere l’attività politica – che deve essere esercitata secondo l’art. 97 della Costituzione sull’imparzialità della pubblica amministrazione – dall’attività volutamente orientata al perseguimento di interessi privati; queste ultime devono essere effettuate da persone specificamente individuate, iscritte in un Albo conoscibile attraverso l’Agenda della Pubblica amministrazione. Pertanto, chiunque potrà sapere dell’incontro tra dirigenti e pubblici funzionari con privati e questo consentirà a ciascuno dei cittadini, e in particolare ai media, di capire quali sono le modalità con le quali queste interlocuzioni si svolgono. Il disegno di legge prevede un Registro pubblico (art. 4), con requisiti di iscrizione per le persone che intendono rapportarsi alla PA. Esiste un codice di condotta e precisi obblighi dei decisori pubblici. In parole semplici, un politico non deve andare per corridoi perorando interessi privati, ma deve rapportarsi ai privati nell’esclusivo interesse pubblico”.


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