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Polo Museale, inaugurazione ufficiale a Trani: un solo biglietto per cinque sezioni

Un ponte tra storia, religione e cultura. La giornata di ieri, 21 aprile, ha portato in dote l’inaugurazione ufficiale del Polo museale di Trani, avvenuta alla presenza del sottosegretario di Stato al Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo Antimo Cesaro, dell’Assessore regionale all’Industria culturale e turistica Loredana Capone, dell’Arcivescovo Giovanbattista Pichierri e del sindaco Amedeo Bottalico. Cinque le sezioni visitabili con un unico ticket d’ingresso: il “Museo della macchina per scrivere”, diviso in cinque frazioni di cui una dedicata alla storia della macchina per scrivere che, con i suoi 400 esemplari, la rendono la prima in Italia, il “Museo Diocesano” con una sezione dedicata al “Tesoro Capitolare della Cattedrale”, una sezione destinata al “Lapidario” ed un’area che custodisce la collezione archeologica “Lillo – Rapisardi” e infine il “Museo di storia ebraica”, contenuto all’interno della Sinagoga Scolagrande, conosciuta anche come Sant’Anna. Questa nuova apertura si è resa possibile grazie all’intervento della Regione Puglia per il restauro di Palazzo Lodispoto e del Museo della Sinagoga e della Fondazione SECA (cui è affidata la gestione del Polo): il tutto arricchito dalla presenza del prezioso messale del 1370, che negli anni settanta fu trafugato e recuperato dalla Guardia di finanza di Roma nel 2011 in una casa d’aste in Inghilterra.

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“Con la costituzione di questo nuovo Polo museale, che avrà tra gli obiettivi quello di essere un contenitore culturale ed un punto di riferimento per tutto il territorio – ha spiegato l’assessore regionale alla cultura Loredana Capone – la città di Trani conquista un ruolo centrale nel panorama turistico e culturale. Ancora una volta la sinergia pubblico privato si dimostra vincente. L’apertura del polo museale di Trani riveste un valore particolarmente significativo e strategico alla luce delle politiche regionali sul patrimonio culturale, poste in essere nel precedente ciclo di programmazione (dai cui fondi sono stati finanziati sia il palazzo Lodispoto per 1.187.000,00 sia il museo della Sinagoga per 304 mila euro) ma soprattutto in ragione del nuovo corso che l’assessorato all’industria culturale e valorizzazione del territorio sta avviando”.

“Le nuove prospettive – ha sottolineato l’assessore – vanno oltre il restauro, per una piena valorizzazione, accessibilità e fruizione dei contenitori culturali, ristrutturati e riqualificati dall’amministrazione regionale, in modo da consolidare il valore identitario e il brand Puglia, ma anche per generare occupazione e valorizzare le imprese della cultura. La Regione sostiene l’opportunità e l’utilità del partenariato pubblico-privato laddove i privati possono specializzarsi nella valorizzazione e nella gestione del patrimonio culturale della Puglia. In tale senso l’intervento del privato (Fondazione SECA) in un contenitore di proprietà ecclesiastica riqualificato dalla Regione – ha concluso la Capone – è espressione di una buona pratica a Trani, non solo in quanto inserito in un percorso di leale cooperazione tra enti, ma anche in quanto esempio di azione efficace per la gestione e la fruizione del patrimonio identitario”.


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