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Piselli a Cecamariti: curiosa specialità salentina

Il nome di questo piatto ha un significato particolare nella tradizione popolare salentina: “a Cecamariti” vuol dire cucinare qualcosa con cui “accecare” qualcuno (ad esempio i mariti della casalinghe) per la bontà di questa specialità.

L’origine di questo piatto, ricchissimo di carboidrati e calorie, è molto antica: in passato era il pasto consumato dai contadini per la prima colazione prima di recarsi a lavoro nei campi.

Oggi portare in tavola un piatto di Piselli a Cecamariti è un gesto d’amore nei confronti della tradizione e della cultura contadina autentica, sia per gli ingredienti direttamente legati alla terra che per la saggezza di questa pietanza: sfrutta la filosofia del recupero degli “avanzi” della cucina (il pane raffermo e i piselli cotti in pignatta il giorno prima) di cui si esaltano i sapori con gli ingredienti della natura.

Curiosità: pare che si chiamino “a Cecamariti” perché in realtà le donne casalinghe, occupate in “altre faccende”, con questo piatto risolvevano all’ultimo momento il problema del pranzo, “imbrogliando” i mariti “accecati” dalla bontà della pietanza servita e lontani da ogni sospetto o accusa nei confronti delle mogli.

In Salento il nome dialettale del piatto è Pisieddhri cu li muersi o Muersi e pisieddhi e si tratta di piselli secchi cotti (possibilmente in una pignatta di terracotta) con l’aggiunta di ortaggi, verdure lesse e tocchetti di pane raffermo fritti.

Ingredienti per i Piselli “a Cecamariti”

(per 4 persone)

  • 300 gr di piselli secchi
  • 400 gr di cime di rape
  • ortaggi vari (sedano, cipollotto, prezzemolo, pomodorini
  • residui di frise sbriciolate o tocchetti di pane casereccio raffermo
  • peperoncino
  • olio extravergine d’oliva
  • sale q.b.

Come si preparano i piselli “a cecamariti”

Mettere a bagno i piselli per circa dieci ore; il giorno dopo cuocerli coperti di sola acqua in una pentola normale o meglio se in una pignatta di terracotta, aggiungere gli ortaggi in piccole quantità per insaporire bene il tutto, versare dell’olio extravergine d’oliva, salare e lasciar cuocere fino a quando non avranno raggiunto la consistenza di una purea.

Intanto lessare le cime di rape in abbondante acqua salata, scolare e tenere da parte a raffreddare.

A parte friggere in olio extravergine d’oliva e peperoncino i cubetti di pane di grano duro salentino sin quando avranno raggiunto una consistenza croccantissima; il pane cotto in questo modo viene chiamato “morzi” ovvero “pezzetti”.

Disporre i cubetti di pane fritto sul fondo del piatto, versare sopra la purea di piselli, aggiungere le cime di rape lessate, condire con un filo d’olio crudo e servire.


Piselli a cecamariti
Tempo di preparazione: 20 minuti
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