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Piano di riordino ospedaliero, tensione tra il M5S e Michele Emiliano

Tensione sul piano di riordino ospedaliero nella politica regionale. Nella giornata di ieri i consiglieri regionali pugliesi del M5S hanno diffidato il governatore pugliese, Michele Emiliano, e la sua giunta, invitando Emiliano a dimettersi da assessore alla Sanità. I pentastellati han chiesto di “non approvare il piano di riordino prima di aver analizzato gli atti aziendali provenienti da Asl e Aziende Universitarie previsti per legge”. Nelle stesse ore Emiliano, al termine della riunione con il capo dipartimento Salute Giovanni Gorgoni, il capo di gabinetto Claudio Stefanazzi e il segretario generale della presidenza Roberto Venneri, comunicava che “sono state definite le linee di sistema del Piano di riordino (in applicazione del decreto ministeriale 70/2015) e le stesse sono state riversate in un documento preliminare, che è anche il frutto di una consultazione del dipartimento con la struttura dell’Ares, i direttori generali delle aziende sanitarie e degli istituti degli enti sanitari ecclesiastici. Il piano è corredato anche dalla dettagliata analisi epidemiologica e del fabbisogno sanitario”

“Un’applicazione della legge può causare disservizi soprattutto in Salento e in Capitanata”

Gli atti aziendali vanno approvati dalla giunta regionale per la compatibilità col piano di riordino sanitario, che resta fonte superiore, la replica di Emiliano. “Alla luce di quanto sopra sono emerse alcune situazioni concrete nelle quali la applicazione pedissequa del D.M. 70 e della direttiva comunitaria sugli orari di lavoro rischia di provocare soprattutto nel breve periodo disservizi e incongruenze anche alla luce della attuale dotazione organica, largamente incompleta, e della particolare conformazione geografica di alcuni territori”. Salta così la scadenza del 31 dicembre e si profila un nuovo incontro tra i tecnici dell’assessorato e quelli del ministero per chiarire i termini di applicazione dei parametri previsti dal decreto ministeriale 70, quello che impone il riordino. “Tali incongruenze-ha concluso Emiliano-sono state presentate alla direzione generale del ministero della Salute, con la quale si è concordato un esame congiunto del suddetto documento prima che esso venga sottoposto alla definitiva approvazione della Giunta, previo ascolto delle conferenze dei sindaci delle Asl, delle parti sociali, delle associazioni rappresentative di categoria delle professioni sanitarie e dell’ospedalità privata”.


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